Ticino, oltre 1.400 casi, crescono le richieste di disoccupazione

La droga è stata scoperta dalle guardie di confine svizzere

Il consueto bollettino sui contagi legati al covid-19 in Ticino, comunicato dallo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) e l’Ufficio del Medico cantonale, registra 47 nuovi casi, portando a 1.401 il totale delle persone positive dal 25 febbraio, 358 i pazienti presenti nelle strutture ospedaliere: 298 in reparto e 60 in terapia intensiva; 56 intubate.  

Proprio per affrontare l’emergenza sanitaria in corso, l’Ente ospedaliero cantonale affiancherà ai professionisti in corsia, 130 operatori, tra questi 100 studenti: 36 iscritti a medicina e un’ottantina di studenti di cure infermieristiche.

Come in Italia, inevitabili le ripercussioni anche sull’economia che soffre anche in Svizzera, il Consiglio Federale ha annunciato un piano di 20 miliardi di franchi, pari a quasi 19miliardi di euro, in aiuto alle piccole e medie imprese; oggi nella confederazione sarebbero oltre 42mila le aziende che hanno presentato richiesta di lavoro ridotto; regime che sarebbe già osservato dall’11% della popolazione elvetica.

Il Ticino, il più colpito dalla pandemia, il 34% dei lavoratori è in disoccupazione parziale, come comunicato dalla SECO –la segreteria di stato dell’economia- in conferenza stampa a Berna, e proprio da Berna arriva la decisione di trovare una soluzione concordata con il Ticino che valuti la situazione particolarmente critica del cantone di lingua italiana, che ieri ha ribadito che le misure adottate sabato restano in vigore. 

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