Ticino, salario minimo e contratti collettivi in deroga: la verità dal 1° dicembre

Svizzera

Il salario minimo, oltreconfine, entrerà in vigore il prossimo primo dicembre.
Ma le discussioni sono già cominciate e da lungo tempo. Su un tema così delicato, soprattutto per i tanti frontalieri comaschi e non solo che quotidianamente superano la dogana per andare a lavorare in Ticino, è intervenuto, durante l’ultima puntata di “Border- Storie di confine” su Etv – Manuele Bertoli, il presidente del Consiglio di Stato ticinese.

Innanzitutto va ribadito come, dal primo dicembre appunto, entrerà in vigore anche in Canton Ticino il salario minimo, che prevede retribuzioni di almeno 19 franchi all’ora. Calcolando uno stipendio lordo mensile si tratta di 3.500 franchi al mese. Il primo ragionamento di Bertoli è ad ampio raggio. «Mancano poco meno di due mesi all’entrata in vigore della legge che applica appunto il salario minimo – dice Bertoli – che è stato votato dal popolo nel 2015. Necessario ora attendere per verificare poi direttamente sul campo l’applicazione ed eventuali distorsioni».

Le distorsioni a cui fa riferimento il presidente del Consiglio di Stato ticinese sono quelle di cui si sta discutendo animatamente nelle ultime settimane. Questo perché molte imprese hanno sottoscritto contratti collettivi in deroga al salario minimo (fatto questo consentito dalla nuova legge in vigore dal primo dicembre), con un sindacato vicino alla Lega dei ticinesi, il “TiSin”. Un modo dunque per “aggirare” la nuova legge? «Il problema non è questa deroga, il nodo riguarda il fatto che all’epoca del referendum in questione il popolo, esprimendosi, ha fatto sì che venisse resa possibile questa eventualità – spiega sempre Manuele Bertoli – connessa ai contratti collettivi. La legge quindi non poteva omettere questa indicazione. Ecco allora che, al netto delle varie discussioni politiche, alla fine si è trovata un’intesa sulla cifra del salario minimo e sulla questione dei contratti collettivi».

Adesso il vero test sarà dal primo dicembre. «Siamo tutti in attesa. La verifica effettiva avverrà dal 2 dicembre. E se ci saranno casi in cui non si applica questo salario minimo allora si interverrà per comprendere se ciò rientra nelle possibilità contemplate dalla legge, ovvero se di effettivo contratto collettivo in deroga si tratta oppure no, contratto naturalmente accettato da entrambe le parti».

Sarà decisivo effettuare controlli «che scatteranno sui contratti collettivi in questione dopo l’avvio della legge – conclude Bertoli – Potranno essere effettuati sia in maniera diretta che con segnalazione del lavoratore. Si faranno scattare le dovute procedure per arrivare a una determinazione certa dell’accaduto. L’idea che sta alla base è che la prevista contrattazione in deroga porti a un risultato finale che non sia peggiorativo rispetto al salario minimo».

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