Ticino, sciopero dei lavoratori contro l’invasione di ditte italiane

Molti frontalieri tra i ferraioli oggi in piazza a Bellinzona
Ferraioli ticinesi in piazza a Bellinzona oggi contro l’invasione delle aziende, soprattutto italiane, che offrono servizi sottocosto, «speculando sulla qualità e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti». I lavoratori del settore si riuniranno dapprima in assemblea e nel pomeriggio organizzeranno un corteo di protesta.
La manifestazione è stata organizzata dall’Unia, il principale sindacato del Canton Ticino, ma ha raccolto anche l’appoggio delle organizzazioni sindacali italiane. I cosiddetti “ferraioli”, ovvero coloro che nei cantieri
edili posano i tondini per realizzare le anime metalliche del cemento armato, in Canton Ticino sono per il 90% frontalieri italiani.
«Lo sciopero non è contro gli italiani – precisa Claudio Pozzetti, sindacalista della Cgil Frontalieri di Como e consigliere degli Italiani all’estero – La protesta è contro le imprese che non rispettano le normative contrattuali, che devono essere necessariamente quelle svizzere. Se ci sono imprese, anche italiane, che non rispettano le regole è giusto che siano perseguite e su questo fronte siamo tutti della stessa opinione. La Cgil collabora con l’Unia da anni e quando il tema è la lotta all’illegalità il fronte non può che essere comune».
A incrociare le braccia saranno i ferraioli. «Il settore della posa del ferro è divenuto terreno di conquista per speculatori senza scrupoli che arrecano danno all’economia e alimentano i fenomeni di sfruttamento e di messa in concorrenza di tutti i salariati – attacca Sergio Aureli, segretario dell’Unia – A preoccupare in modo particolare è il comportamento sospetto di alcune ditte italiane insediatesi recentemente in Ticino che si fanno strada con offerte del 35-40% inferiori ai normali prezzi di mercato. Con questo non vogliamo dimenticare il ruolo importante che giocano nel sistema speculativo le imprese ticinesi – aggiunge il sindacalista elvetico – Offerte sostenibili solo speculando sulla qualità e sulle condizioni di lavoro dei dipendenti e che rischiano di fare scuola e travolgere l’intero settore. Ribadiamo come sempre che il Ticino è aperto al mercato straniero, ma solamente se rispetta le regole del gioco».
I frontalieri italiani impiegati nelle aziende svizzere del settore della posa del ferro saranno a Bellinzona, in piazza, per manifestare accanto ai colleghi svizzeri.
«Protestiamo contro le aziende irregolari – dice Luca Fonsdituri, rappresentante dei frontalieri della Cgil – Nell’ultimo periodo in Svizzera assistiamo a una bolla edilizia, analoga a quanto registrato qualche tempo fa in Italia. In questo contesto si inseriscono, o provano a farsi spazio, anche aziende che operano al di fuori delle regole. Contro questi atteggiamenti siamo tutti pronti a protestare e manifestare. Recentemente sono state individuate e sanzionate ditte che lavoravano violando le normative. È auspicabile un aumento dei controlli e degli ispettori impiegati in modo da intensificare il monitoraggio e garantire la massima tutela per chi opera correttamente».
La protesta proseguirà per l’intera giornata. I dipendenti lasceranno i cantieri e si asterranno dal lavoro. Il punto scelto per la manifestazione è Bellinzona, dove in mattinata i ferraioli si riuniranno in assemblea. Sono previsti interventi dei rappresentanti dei sindacati svizzeri ma anche italiani. Nel pomeriggio, i lavoratori organizzeranno un corteo per le vie del centro della città. L’ultimo, grande sciopero contro «il malaffare nell’edilizia» nella Confederazione Elvetica risale a circa un anno fa, quando i lavoratori erano scesi in piazza a Lugano.
«Lo scopo della giornata – ribadisce Sergio Aureli – è di rendere attenti i cittadini, le autorità politiche, il padronato, i committenti pubblici e privati sul potenziale pericolo che questo fenomeno comporta per l’intera collettività e sulla necessità di adottare con urgenza delle contromisure. Le regole devono essere rispettate, la dignità dei lavoratori non ha prezzo».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il positivo andamento del settore edile in Canton Ticino attira al di là del confine (sopra, la dogana di Ponte Chiasso) non soltanto i lavoratori frontalieri ma anche molte ditte italiane che operano senza scrupoli in terra elvetica. È un fenomeno che si verifica in particolare nel campo dei “ferraioli”, gli operai che posano le armature del cemento armato (nella foto sotto)

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