Ticosa, ecco il “vero” progetto

altLa città che cambia
Grande parcheggio su un solo piano, parco a verde e housing sociale al posto delle residenze

Sei mesi. È il lasso di tempo (breve) che il Comune di Como e la Multi si sono dati per chiudere la pratica Ticosa.
Sei mesi. Dopo i quali si potrà iniziare davvero a cancellare il più grande scandalo della storia urbanistica del capoluogo lariano.
Sei mesi. Per mettere la parola fine a un contenzioso che rischia, diversamente, di lasciare nel cuore della città una voragine di terra e di delusione.
La ricerca di un accordo sul destino dell’area di via Grandi è stato al centro

del lavoro dell’assessore Lorenzo Spallino sin dal giorno successivo all’insediamento della giunta di centrosinistra.
Le premesse non erano semplici. Sul tavolo, ricorsi e controricorsi. E l’alea di una decisione in sede giudiziale rischiosa per entrambe le parti in causa. Il Comune, appunto, e la Multi, società che si era aggiudicata la gara per la costruzione del nuovo quartiere di via Grandi.
La discussione, ripresa non senza fatica, sembra essere sfociata in un’ipotesi d’intesa percorribile sia sul piano legale sia su quello economico-finanziario. La bozza di progetto finale, adesso al vaglio di Palazzo Cernezzi, cambia molto, in modo radicale, l’idea originaria.
Il Corriere di Como è in grado di svelarne in anteprima i contenuti più significativi. Con una necessaria premessa: l’accordo è tuttora da siglare e le ipotesi sul terreno sono, quindi, suscettibili di modifiche. Anche ampie.
Partiamo dal parcheggio. L’idea è di costruire un gigantesco autosilo a un solo piano, esteso quanto tutta l’area. Un autosilo soltanto tecnicamente interrato, ma in realtà realizzato quasi senza scavare un metro di terra. I posti auto sarebbero infatti ricavati dalla copertura del dislivello esistente tra la zona a monte e quella a valle di via Grandi.
Il Comune ha chiesto di avere 1.300 posti, Multi non esclude di poterne ottenere anche un numero maggiore. Dal parcheggio, agli edifici. Anche in questo caso, le novità sono molte. Complessivamente, saranno costruiti 18mila metri quadrati di superfici calpestabili. Di queste, 9.800 avranno destinazione commerciale, le altre 9.200 saranno invece suddivise tra servizi e housing sociale, ovvero appartamenti di piccole dimensioni destinati a residenze protette, case per studenti e famiglie in difficoltà.
Il progetto di housing sociale avrebbe trovato anche un finanziatore immediato: la Cassa Depositi e Prestiti. Si parla di almeno una cinquantina di abitazioni.
Secondo i disegni abbozzati dalla Multi e presentati al Comune, l’intero comparto edilizio, probabilmente su due piani, verrebbe addossato alla parte a monte dell’area di via Grandi. L’intera spianata della Ticosa diverrebbe invece una zona verde, tagliata trasversalmente da collegamenti ciclopedonali. Questo, nelle linee essenziali, il progetto.
A corollario di tutto ciò, le modifiche delle intese economiche. Il valore delle aree, cedute a Multi per 14 milioni di euro, verrebbe ricalcolato al ribasso. È presumibile che si possa arrivare alla metà del prezzo di partenza.
Il tempo necessario a chiudere tutta la complicata partita della Ticosa, come detto, potrebbe non essere lungo. Sei mesi.
Dopo i quali il cantiere potrebbe essere avviato.
Politica permettendo, è ovvio. Perché, oltre alle questioni legali, comunque complesse e non da poco, sarà il consiglio comunale a dover avallare il deciso cambio di direzione e dare quindi il via libera al nuovo progetto del quartiere Ticosa.

Da. C.

Nella foto:
Nel nuovo progetto di riqualificazione dell’area di via Grandi, l’idea è di costruire un gigantesco autosilo a un solo piano, esteso quanto tutta l’area. Un autosilo soltanto tecnicamente interrato, ma in realtà realizzato quasi senza scavare un metro di terra

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