Ticosa factory

Personaggi – La riconversione del quartiere industriale di Como si nota negli studi di due artisti lariani che qui hanno scelto di creare, Ester Negretti e Francesco Mantero
Le luci della fabbrica si riaccendono. Un altro pezzo del complesso industriale dell’ex Ticosa di Como, proprio mentre si appresta a partire la tanto attesa bonifica dell’area dove sorgeva la fabbrica tessile simbolo del degrado di Como, si riconverte. Pennelli e note si fanno largo laddove colori e suoni un tempo erano dettati dalle calandre della storica tintoria comasca.
Ester Negretti e Francesco Mantero hanno deciso di ripartire da qui, dai loro contigui loft, per trovare nuova ispirazione.
i dipinti
Ester, pittrice con un passato da studentessa del Setificio di Como, è un’artista istintiva che vive con grande intensità il proprio modo di dipingere.
Ai ritmi diurni della “fabbrica” deve ancora abituarsi, le pulsioni notturne che la “casa-studio” le permetteva di soddisfare ogni volta che le agitavano il sonno, ora devono aspettare il mattino.
Entrando nel suo laboratorio di via Brusadelli ci si rende subito conto di come Ester vive la pittura: da sperimentatrice e ricercatrice ossessionata dalle visioni; da artista che interpreta ciò che la circonda piegando e plasmando i materiali alla sue tele.
I quadri sono in giro ovunque, lasciati a decantare in questa cantina come si usa fare con il buon vino.
Solo quando l’hanno conquistata fino in fondo diventano opere finite, pronte a raccontare il suo viaggio artistico, le sue intuizioni. Essenza e materia diventano impronte elaborate di un percorso assolutamente originale: l’idea del quadro percorribile è l’idea che anima e sostiene l’opera di Ester Negretti, una pittura stratifica che rende ogni suo paesaggio attraversabile, vivibile come quando si cammina per le vie di una città.
Una giovane artista che vive il tessile come radice di un percorso che parte dalla tradizione del territorio.
Non a caso “Q4D”, una sua originale installazione esposta nella rassegna internazionale di arte tessile comasca “Miniartextil” ha suscitato grande interesse tra il pubblico e gli addetti ai lavori che in queste settimane hanno visitato la nota mostra che ogni anno si tiene a Como nell’ex chiesa di San Francesco, oggi intitolata al cavaliere Antonio Ratti mecenate della cultura comasca.
I suoi pennelli sono la sua voce, una interpretazione estrema di trama e ordito, le sue mani sono quelle di un’operaia dell’arte che non ha paura di sporcarsele in questa piccola bottega dell’arte.
La musica
Ai ritmi della fabbrica, ai tempi produttivi dell’industria, sembra invece essersi subito adattato Francesco. Le sue “ottonote” – così si chiama il suo studio e la sua etichetta discografica – in questi nuovi spazi arredati dall’architetto comasco Hajime Miyajima, producono musica con rinnovato entusiasmo.
Un pianoforte a coda Steinway & Sons, su cui poggia uno spartito di Mozart, è il simbolo di come tutto può trasformarsi, anche i suoni.
Il battito dei telai, i soffi del vapore delle macchine per tingere filati sembrano ancora echeggiare in uno studio di registrazione che ora produce colonne sonore, arditi intrecci di note moderne. Mantero è un predestinato, alla fabbrica prima o poi doveva arrivarci.
“Fuggito” dalla tradizione industriale della nota famiglia lariana, Francesco fa parte di quella generazione che crede in un futuro diverso per la sua città.
Gli spazi da cui ripartire sono gli stessi che hanno fatto la fortuna di Como, e questo centro di produzione musicale è una delle tante nuove realtà che hanno trovato posto in quell’antico chilometro industriale.
Ecco la Ticosa che risorge in silenzio, lontano dalle mille polemiche che ancora si associano a quel nome che da una parte rappresenta il cocente fallimento di un’epoca e dall’altro diventa bandiera dell’attesa riscossa.
Como sta cambiando, e Francesco ed Ester sono solo due esempi di un futuro che è già presente. Bello che la nostra città e le sue splendide location che molti invidiano, da Villa Olmo al Teatro Sociale, siano sede di grandi mostre e grandi concerti. Ne abbiamo bisogno per crescere. Ma non dimentichiamoci dei nostri artigiani, di coloro che producono arte con un pennello o un sintetizzatore, con uno scalpello o un microfono. Sosteniamo e non lasciamo scappare chi ancora insegna arte con passione; la recente nascita dell’Università popolare della musica è un’altra grande eccellenza di una città che ha sempre fatto innamorare gli artisti. Senza di loro Como sarebbe solo più povera.
È da ricordare che l’artista lariana Ester Negretti è presente nell’ambito del circuito Dumping Art 2011 con alcune opere pittoriche a Palazzo Ducale di Genova.
La mostra rimarrà aperta fino al 31 gennaio prossimo (orario: 14.30-18).

Maurizio Pratelli

Nella foto:
La pittrice Ester Negretti all’inaugurazione della sua mostra al Broletto di Como, lo scorso maggio (Mv)

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