Ticosa, il Comune non è solo: altri enti pubblici interessati al trasloco

Area Ticosa

Il sindaco di Como rilancia. «Non siamo soltanto noi a voler portare gli uffici pubblici in Ticosa. Altri enti statali hanno chiesto di partecipare attivamente all’operazione. Che quindi va avanti». Ci crede, Mario Landriscina. Nonostante gli scettici non risparmino critiche, anche sferzanti, il primo cittadino del capoluogo lariano insiste nel voler immaginare un futuro dell’area di via Grandi diverso da tutti quelli sin qui immaginati.

D’altronde, è il “suo” progetto. La “sua” idea. Ci mette la faccia – tanto per usare un’espressione molto in voga di questi tempi a Como – e non rinuncia a trovare buone ragioni (o presunte tali) per sostenerlo. Intervistato ieri da Espansione Tv, Mario Landriscina ha ribadito il suo pensiero partendo proprio dalla novità dell’interesse di altri soggetti all’opzione Ticosa.

«Il senso di questa operazione è soprattutto la destinazione pubblica degli spazi in Ticosa – ha detto il sindaco – oltre alla possibilità di mettere ordine dal punto di vista urbanistico, del traffico e della politica dei servizi alle persone».

Questa «possibilità», dice ancora Landriscina, «non vale soltanto per il Comune. In realtà posso anticipare che altri soggetti hanno manifestato l’interesse a partecipare all’accentramento dei servizi. Un’idea che in precedenza aveva riguardato un altro pezzo di città, vale a dire la caserma De Cristoforis, dove potrebbero essere convogliati diversi uffici statali, secondo un progetto condotto dal Demanio».

Il vantaggio dell’operazione di via Grandi, spiega il sindaco, è «ulteriore, perché la Ticosa è su un asse viabilistico molto più importante rispetto alla caserma De Cristoforis».

I passaggi non sono comunque né semplici né scontati. Ma Landriscina, come detto, insiste. «Oggi – dice – abbiamo un progetto nell’immediato, che riguarda il completamento della bonifica. Deve andare avanti, in maniera puntuale, e con l’accordo di tutti i soggetti titolati, per concludersi prima possibile. Poi abbiamo un progetto successivo: ricavare prima possibile uno spazio per un buon numero di parcheggi, in modo da far respirare il centro e alcune grandi manifestazioni».

Ciò detto, il ragionamento del sindaco è semplice: questi due passaggi, quasi obbligatori (sicuramente il primo lo è), devono integrarsi «nella logica di un progetto finale, molto più completo, ampio, di grande profilo, che ridarebbe speranza alla città».

Una scommessa politicamente difficile, che potrebbe anche costare cara a Landriscina e al centrodestra comasco. Perché parlare di una possibile “rivoluzione” per poi lasciarla ammuffire nei cassetti è quanto di peggio si possa fare in politica.

«La discussione è aperta», aggiunge però sornione il sindaco. Al quale potrebbero far comodo le iniziative di gruppi e istituzioni cittadine. Proprio il futuro dell’ex area industriale sarà ad esempio al centro di un dibattito organizzato dal circolo Willy Brandt, dal Centro Einaudi e dall’associazione Costruiamo. L’appuntamento è fissato per il 18 maggio, sabato mattina. nell’auditorium di Espansione TV e Corriere di Como. All’ombra della Santarella e proprio di fianco alla Ticosa.

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