Ticosa, il parcheggio è una chimera

altBonifica della zona a buon punto, ma la realizzazione dell’area di sosta slitta almeno alla seconda metà del 2014
Nessuna certezza, anzi buio totale. Il futuro dell’area ex Ticosa di via Grandi, a Como, è più nebuloso che mai. In attesa di una possibile nuova definizione dei rapporti tra amministrazione e Multi – azienda olandese vincitrice del primo appalto per la riqualificazione dell’area che, dopo aver abbandonato il progetto, ora parrebbe interessata a un ritorno – non vi è alcuna sicurezza nemmeno sull’auspicata costruzione (sia pure provvisoria) di un parcheggio. Servizio essenziale per una città

che, tra nuove strisce blu e una cronica assenza di stalli liberi, da tempo chiede un’area dedicata alla sosta capiente e a prezzi calmierati.
Entro la fine di ottobre, se tutto andrà come da programmi, nell’area dell’ex tintostamperia si concluderanno le operazioni di smaltimento dei cumuli di terreno accatastati dopo le operazioni di bonifica da amianto e altri veleni. Un sopralluogo effettuato stamattina dai tecnici comunali ha permesso di verificare come i lavori, finalmente e dopo una lunga serie di inciampi, stiano procedendo senza rallentamenti. Una volta ultimato lo sgombero dei rifiuti speciali, però, scatterà una seconda e obbligatoria fase di analisi. Tecnicamente si parla di “collaudi”, ovvero nuove indagini sulla qualità dei terreni: qualora il sottosuolo presentasse ulteriori inquinanti, dovranno essere avviate ulteriori operazioni di pulizia. Sempre a proposito di rischio inquinanti, in queste settimane sono in corso analisi e accertamenti anche sullo stato di salute delle acque di falda.
Il nuovo ciclo di accertamenti sarà affidato ad Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente e non, come avvenuto fino a oggi, a laboratori privati. Il patto di stabilità, infatti, impedisce all’amministrazione nuove spese, così ci si dovrà affidare a indagini e analisi pubbliche con tempi inevitabilmente non velocissimi. Insomma calendario alla mano nemmeno il più ottimista dei tecnici o dei dirigenti di Palazzo Cernezzi, a oggi, si sbilancia circa una possibile conclusione dei lavori. La primavera 2014 potrebbe essere la migliore delle ipotesi, ma solo appellandosi a un certo ottimismo.
Impossibile, dunque, immaginare la nascita di un parcheggio in zona prima di metà 2014. Peraltro, dalla prossima fine di ottobre il numero di auto in zona sarà destinato ad aumentare. L’Università dell’Insubria, sede di via Sant’Abbondio, infatti, inaugurerà una nuova ala dell’ateneo, la cosiddetta “manica lunga”. E con il potenziamento dei corsi, le nuove aree e un’offerta didattica in crescita, la quantità di utenti aumenterà progressivamente. Insomma, la richiesta di parcheggi sarà sempre più pressante.
Guardando a un futuro ancora più lontano, proseguono gli incontri tra Multi e l’assessore all’Urbanistica, Lorenzo Spallino. Dopo il brusco stop dei rapporti negli anni scorsi, tra l’azienda olandese e l’amministrazione è ripartito il dialogo. L’obiettivo è riscrivere completamente il progetto di recupero dell’area rispetto a come ipotizzato in passato. Tra i punti all’ordine del giorno, la quasi totale cancellazione delle residenze, la revisione delle opere urbanistiche e un ampio ragionamento sugli eventuali servizi commerciali che nasceranno in zona. Sullo sfondo, infine, resta la proposta dell’imprenditore canturino Paolo Petazzi, patron del circuito multisala Cinelandia, disponibile ad aprire una struttura in Ticosa.

Davide Cantoni

Nella foto:
La zona della Santarella, l’unico edificio dell’area Ticosa che non è stato abbattuto nel 2007 perché vincolato dalla Soprintendenza ai beni architettonici

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