Ticosa, intesa Comune-Multi sui negozi. Ma la ditta della bonifica minaccia lo stop

altL’ex area industriale
Situazione paradossale: svolta su un lato, rischio beffa dall’altro

La cortina di riservatezza sparsa da tutte le parti in causa è più invalicabile del vecchio Muro di Berlino. Ma non è esagerato dire che nell’incontro riservato, avvenuto lunedì scorso tra il Comune di Como e i privati di Multi, si sono gettate le basi per un accordo sul recupero dell’area che potrebbe segnare una svolta. Le parti, infatti, avrebbero sostanzialmente trovato l’intesa su una diminuzione delle superfici destinate alle attività commerciali. Ovvero, su uno dei punti che più di

tutti aveva diviso amministrazione e società fino a questo momento. Da un lato, infatti, il Comune di Como puntava a vincolare i privati ad occupare non più di 9.200 metri quadri della superficie totale con piccole e medie strutture di vendita. Dall’altro, però, Multi – attraverso la proposta formulata all’amministrazione dopo il fallimento del primo progetto – puntava ad avere almeno 16mila metri quadrati da destinare ai negozi. Una differenza decisamente ampia, dunque, apparsa finora incolmabile. E invece, lunedì scorso, la sorpresa: i privati, infatti, si sarebbero detti disponibili a trovare una mediazione al ribasso sul punto controverso, probabilmente molto più vicina alla cifra indicata dal Comune. Alla luce di questa novità, dunque, la trattativa si è incanalata su binari di deciso ottimismo, tanto che Multi avrebbe garantito di formulare una proposta precisa a Palazzo Cernezzi già prima di Natale. Probabile, tra l’altro, che la società sia pronta a presentare finalmente un progetto ben più strutturato di quelli mostrati finora al Comune, per avviare così la volata finale verso un accordo definitivo. Nel caso di intesa sui progetti, tra l’altro, per i primi giorni di gennaio sarebbe già previsto un incontro tra i legali delle due parti, per dipanare in via definitiva la matassa di pendenze legali tuttora irrisolte. È evidente, dunque, che se davvero le cose procedessero in questa direzione, la strada verso un recupero-bis dell’area Ticosa affidato a Multi sarebbe in discesa.
LA TEGOLA
Come recita l’antico detto, però, non tutte le ciambelle riescono col buco. E, infatti, nelle stesse ore in cui Multi e il Comune si stringevano le mani, ecco profilarsi un’enorme grana sul fronte della bonifica. A causa dei vincoli imposti dal Patto di stabilità, infatti, gli uffici finanziari dell’amministrazione hanno segnalato alla giunta comunale il rischio concreto di non poter pagare – se non tra qualche mese – l’azienda che sta conducendo la bonifica. Con un risultato inevitabile: la minaccia dell’azienda di non spostare più nemmeno un granello di sabbia dall’area finché Palazzo Cernezzi non sarà in grado di saldare ogni avanzamento dei lavori.
Le conseguenze di una situazione simile sarebbero catastrofiche: da un lato, perché i tempi per il completamento della bonifica rischierebbero di protrarsi all’infinito; dall’altro, perché questo clamoroso impasse potrebbe inficiare anche la stessa trattativa Comune-Multi per la ricostruzione del quartiere.
Uno scenario agghiacciante che nelle prossime ore costringerà l’amministrazione a trovare una soluzione per poter comunque versare il dovuto all’azienda della bonifica.

Emanuele Caso

Nella foto:
L’area della Ticosa antistante la Santarella

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