Ticosa, la proposta: commissariare il cantiere come è già stato fatto per le paratie

Area Ticosa

La Ticosa come le paratie. Un cantiere che il Comune di Como non sembra in grado di gestire con le sue forze, a livello sia tecnico sia politico. Potrebbe essere “commissariato” anche questo cantiere dalla Regione? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei maggiori esponenti politici del territorio lariano.
«A Como c’è un serio problema di governance e competenza», dice il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo, commentando l’ennesimo stop al recupero dell’area ex Ticosa.
«I cittadini lariani gli scorsi giorni hanno appreso l’annullamento del bando per la bonifica dell’area comasca. Dall’abbattimento del rudere della Ticosa sono passati 14 anni e non si può più attendere oltre – sottolinea – L’area giace in uno stato di degrado e abbandono devastanti, con un impatto fortissimo sull’immagine di Como, ma da non trascurare è anche lo stato di pericolo sanitario», commenta Orsenigo, che poi sposa la proposta di un commissariamento regionale sulla questione.
«Invito Regione Lombardia, che con Como ha in comune la guida a maggioranza di centrodestra, a intervenire nel rispetto dei comaschi – spiega – Che si commissari la pratica dell’area ex-Ticosa per dare avvio a un veloce recupero urbano e civico degno della nostra città. È evidente che l’amministrazione leghista e forzista da sola non può farcela».
«Posso dire che qualcosa di concreto in merito è già stato fatto – interviene il sottosegretario leghista, Fabrizio Turba – In Regione si sta pensando a una task-force che possa intervenire proprio su tutti gli interventi di bonifica e ambientali. È stato fatto un primo passaggio in giunta dall’assessore Raffaele Cattaneo. Per la Ticosa la task-force sarebbe perfetta».
Secondo Turba, vi è un altro parallelismo tra paratie e Ticosa, che riguarda i tecnici e gli amministratori di Palazzo Cernezzi.
«Sono convinto che la vicenda paratie abbia segnato il Comune di Como – spiega Turba – L’intervento della magistratura ha finito con l’impaurire l’amministrazione. Tutti i dirigenti hanno paura a firmare una pratica anche per piantare un chiodo. Il sindaco avrebbe dovuto subito dare un incarico a un superdirigente ad alta specializzazione, come previsto nell’articolo 100 del Tuel (Testo unico enti locali). Avrebbe dovuto trovarlo in un altro ente, magari, e portarlo nella città di Como».
«Stiamo invece assistendo all’impoverimento dei settori amministrativi – spiega – Una gara così complessa, come la bonifica dell’area Ticosa, deve essere scritta da persone esperte. La materia ambientale è spinosa. Ci sono Comuni che non hanno neppure un settore Ambiente. La Provincia, dopo la riforma a metà, non può intervenire direttamente. L’unica soluzione credo sia una task-force a livello regionale. Anche ad Olgiate, ad esempio, la variante si è fermata per una bonifica. Gli enti locali vanno aiutati. Ma anche i privati. Mi farò portavoce della proposta».
L’eco del flop di Palazzo Cernezzi sulla Ticosa intanto ha raggiunto anche il Parlamento. «Registriamo l’ennesimo ritardo che certifica il fallimento della giunta di centrodestra su tutti i fronti – attacca il deputato Cinquestelle, Giovanni Currò – La Ticosa è uno dei grandi temi della città, possibile che non ci sia la giusta attenzione per un’area così importante? Chi vive Como denuncia da troppi anni la situazione di degrado. La città è evidente che necessiti di un deciso cambio di regia politica, fin da troppo tempo non ha alcuna progettualità e quelle poche “perle di saggezza” hanno minato la bellezza di un territorio unico al mondo», conclude.

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