Ticosa, nessun passo avanti concreto nella trattativa
Politica, Territorio

Ticosa, nessun passo avanti concreto nella trattativa

Come nel gioco dell’Oca. Dopo aver lanciato i dadi ed essere finiti nella casella più temuta: «riparti dal via». La spirale della storia infinita della Ticosa si avvita ancora di più attorno al suo nucleo originario. Tutto sembra tornare indietro. Drammaticamente. Ieri pomeriggio, a Palazzo Cernezzi, tre ore e più di confronto tra l’istituzione Comune e i vertici della Multi – impresa aggiudicataria, 12 anni fa, del bando sulla riqualificazione del comparto ex industriale di via Grandi – sono finiti con un sostanziale nulla di fatto. Sintetizzato alle sette di sera da una nota scritta dall’ufficio stampa (senza che ne avesse alcuna colpa, per carità) per non dire nulla: «L’appuntamento, che si è tenuto in un clima assolutamente disteso, ha rappresentato l’occasione per Multi di presentare alla nuova giunta tutto l’iter iniziato con la vincita della gara. I vertici della società hanno tenuto a ripercorrere nel dettaglio tutti gli scambi intercorsi con le precedenti amministrazioni, in particolare quanto presentato nel corso degli ultimi anni. Nel corso delle prossime settimane è probabile che si terranno nuovi incontri per eventuali approfondimenti specifici su taluni temi».

Un miracoloso compendio di aria fritta dietro il quale si cela, comunque, una sostanziale verità: il vertice non ha fatto fare passi avanti in alcuna direzione. È servito piuttosto a mettere di fronte, per la prima volta, i dirigenti di Multi con gli amministratori eletti a giugno. Forse con un po’troppo ritardo sulla necessaria tabella di marcia. Come sempre, qualche indiscrezione è comunque trapelata. E permette di tracciare un quadro meno nebuloso. Pur senza fare la necessaria chiarezza.

Partiamo allora dalla fine. Dal momento del commiato, nel quale Multi avrebbe fatto capire al sindaco e all’asses – sore all’Urbanistica di Como le proprie intenzioni. L’idea della corporation olandese sembra restare quella di un anno fa: uscire dall’affare Ticosa. Trovare una transazione, anche minima, con la quale sciogliere il contratto. Una transazione che la vecchia giunta aveva però respinto in modo formale scrivendo una lettera il 28 dicembre 2016. Questo documento è una sorta di macigno. Non si vede infatti come un’amministrazione di segno politico opposto possa “superare” le obiezioni tecnico- giuridiche emerse pochi mesi fa. Soprattutto se la proposta di Multi rimane praticamente identica a quella già depositata in municipio.

Il prossimo 18 gennaio, in Consiglio di Stato, si discute la causa che vede il Comune e la stessa Multi uno di fronte all’altra. Dopo il naufragio del progetto originario, nel 2010, la società olandese aveva presentato ricorso al Tar per chiedere la risoluzione del contratto iniziale (firmato il 3 agosto 2006) per colpa del Comune, spingendo Palazzo Cernezzi alla necessaria contromossa, ovvero l’attribuzione di responsabilità all’aggiudicataria del bando. In primo grado i giudici amministrativi avevano respinto entrambe le richieste, lasciando così il contenzioso nelle mani del Consiglio di Stato, al quale si erano appellati sia Multi (chiedendo un maxi-risarcimento di 31 milioni di euro al Comune) sia lo stesso municipio del capoluogo. Quest’ultimo invocando a sua volta un risarcimento di oltre 20 milioni di euro, tra mancato incasso della somma pattuita per la vendita dell’area (15 milioni) e costi sostenuti per la bonifica (6 milioni). La proposta di transazione della società olandese metterebbe fine a tutta la vicenda. Multi chiede all’incirca 1 milione di euro per le spese di progettazione sostenute. Ma, come detto, i pareri degli uffici di Palazzo Cernezzi sono stati sin qui negativi.

La riunione di ieri doveva servire a riannodare un filo ormai spezzato da dieci mesi. Così è stato. Sindaco e assessore hanno invitato Multi a presentare nuove, eventuali richieste in forma scritta e si sono impegnati a concludere l’analisi dei faldoni della pratica Ticosa. Da parte sua, la corporation olandese avrebbe accennato, in coda all’incontro, di preferire la soluzione dell’accordo bonario. Cosa peraltro facilmente prevedibile, dato che Multi in questi ultimi anni ha orientato il suo core business verso la gestione immobiliare, abbandonando progressivamente ogni progetto di sviluppo di tipo edilizio.

Da. C.

12 Ottobre 2017

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