«Ticosa: parcheggio e bonifica, sempre e solo parole». Minoranze all’attacco

Santarella e area ex Ticosa

Ex Ticosa, l’area dai mille progetti non riesce a crearsi un futuro. Se per i lavori di bonifica dell’ormai celeberrima “cella 3”, l’assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi Marco Galli ha annunciato solo di essere «in attesa che gli uffici completino alcune verifiche», qualcosa sembra muoversi, dopo più di due anni dall’annuncio, per il parcheggio davanti alla Santarella.
Va subito detto che non sarà un intervento immediato, ma che «a breve verrà conclusa l’operazione. Dopo il progetto preliminare già realizzato, adesso a breve passeremo alla fase definitiva che porterà alla realizzazione dei posti auto», assicura l’assessore ai Lavori pubblici Pierangelo Gervasoni. Una notizia che i comaschi attendono dal dicembre del 2018, data annunciata dal sindaco Landriscina. Ma se da Palazzo Cernezzi arriva la conferma che, stando alle prime e non definitive valutazioni, dovrebbero essere necessari ancora pochi mesi – probabilmente tre in base alle prime indiscrezioni – per poter vedere i posti auto, le minoranze in consiglio comunale, davanti a una storia tanto travagliata quale è quella della Ticosa, con annessa bonifica e creazione dei parcheggi in Santarella, partono all’attacco.
«Ormai le notizie di provenienza comunale sono da tempo le più disparate – esordisce il capogruppo del Movimento 5 Stelle Fabio Aleotti – Il tema bonifica sembrava chiuso. Erano stati fatti i campionamenti da Ats, tutto era chiaro e invece siamo ancora qui. Inoltre la destinazione d’uso a parcheggio della zona della Santarella prevedeva indicazioni meno stringenti rispetto a una destinazione abitativa dell’area in questione e dunque ci si domanda perché si stiano attendendo ancora valutazioni degli uffici. Sempre un mare di parole. E poi ormai è passato veramente troppo tempo da quando si discusse, anche a seguito di una mozione e di un mio emendamento, del parcheggio. Se si fosse intervenuti subito e ci fosse già quell’area di sosta, adesso si poteva magari anche utilizzarla come hub vaccinale, al posto di piazza d’Armi». Ma ciò che più conta, valutando l’eterno problema della rinascita dell’ex Ticosa è che «anche a questa amministrazione manca una visione d’insieme dell’area e della città del futuro. Nessuno ha pensato a cosa potrà essere la zona tra 20 anni e quindi nessuno ha presentato idee adeguate». Intanto il tempo scorre: sono ormai circa 14 anni (nel 2007 l’abbattimento dell’ex tintostamperia) che le amministrazioni comasche fanno dell’area dismessa per eccellenza della città un cavallo di battaglia della campagna elettorale. Il risultato, purtroppo, sembra sempre lo stesso: nulla di fatto. Duro l’intervento di Alessandro Rapinese. «Discorso infinito su Ticosa, parcheggio e bonifica – dice Rapinese – Sempre e solo parole e promesse. Su quest’ultimo tema poi l’assessore Galli non è assolutamente più credibile, continua a parlare senza però alcun risultato evidente».
L’ultima voce è del capogruppo del Pd in Comune, Stefano Fanetti. «I 70 posti auto in Ticosa sono una sorta di unicorno: un animale leggendario che tutti conoscono ma nessuno ha mai visto e, comincio a credere, nessuno vedrà mai – dice Fanetti – Nonostante la speranza che l’opera veda la luce, viste le parole dell’assessore, gli enormi ritardi accumulati non lasciano presagire bene. Di questo passo avremo una manciata di posti auto provvisori in tempo per la fine dell’amministrazione Landriscina. Inutile dire che però la vera sfida dal primo giorno del mandato doveva essere la riqualificazione dell’intera area da restituire alla comunità con una visione un po’ più ampia che andasse oltre un posteggio nemmeno definitivo».

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1 Commento

  • Sergio , 18 Marzo 2021 @ 12:44

    Quanti sindaci sono affondati nella palude Ticosa, ormai abbiamo perso il conto. Tutti bravi a promettere ma incapaci nei fatti.

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