Ticosa, per i privati nessun obbligo di riasfaltare dopo la bonifica

Incredibile dimenticanza del Comune: nel bando, non inserito il vincolo per il ripristino dei luoghi
Il dettaglio è incredibile ma reale: in Comune nessuno ha pensato al dopo-bonifica nell’area ex Ticosa. Il che, tradotto, significa che non esiste, almeno fino a oggi, alcun obbligo per l’impresa che eseguirà l’operazione di pulizia del sottosuolo per ripristinare la superficie a lavori finiti. La vicenda è emersa nelle ultime ore, e il problema si aggiunge ai molti che già gravano sul futuro dell’ex zona industriale ora adibita a parcheggio.
L’ennesimo peccato originale affonda

le radici nel bando di gara indetto dal Comune di Como per selezionare l’operatore che avrebbe materialmente effettuato la bonifica. Il Comune aprì la selezione all’inizio del 2010 e l’obiettivo era vagliare le offerte delle imprese private disposte a eliminare dal sottosuolo dell’ex Ticosa le sostanze inquinate accumulate nel corso degli anni. Dopo ben due proroghe rispetto alla chiusura del bando, ecco che il 3 novembre 2010 si chiuse finalmente la selezione. Che, qualche tempo dopo, vide emergere quale vincitrice l’impresa Autotrasporti Pensiero della provincia di Savona.
Ora, però, ecco deflagrare i problemi. Il primo è già noto: al momento della stesura del capitolato, a Palazzo Cernezzi nessuno pensò di inserire una clausola a carico dei privati per tutelare, almeno parzialmente, il parcheggio oggi sfruttato da centinaia di pendolari. E pensare che, quando ancora l’ipotesi di realizzare un nuovo quartiere nella zona sembrava realistica, il Comune siglò con la multinazionale olandese che vinse l’appalto un contratto preliminare che imponeva alla società di mantenere 200 posti anche durante le operazioni di bonifica. Inutile dire che l’addio dei privati al progetto ha reso carta straccia quell’accordo, ma il punto è che il Comune non ha poi inserito nulla di simile nel bando successivo.
Adesso, però, emerge un altro aspetto sconcertante. Forse sulla base (clamorosamente errata e fuori tempo) che davvero il quartiere futuristico immaginato sull’area Ticosa potesse sorgere, gli uffici comunali che hanno redatto il bando di gara per la bonifica non hanno inserito alcun vincolo per ripristinare la superficie. Significa che, al momento, la ditta Autotrasporti Pensiero, in maniera del tutto legittima grazie alla disattenzione dell’amministrazione, potrà scavare nel sottosuolo, eliminare i veleni (e contestualmente tutti i posteggi da gennaio a settembre 2012) e, infine, lasciare l’area come una enorme distesa di terra brulla. Tutto senza essere costretta ad asfaltare di nuovo e a riconsegnare ai comaschi, se non un quartiere modello là dove un tempo fumavano le ciminiere, almeno il grande posteggio reclamato dai pendolari. Altra beffa quasi inevitabile: al ripristino della superficie dovrà provvedere, con i soldi pubblici, il Comune, previo bando di gara per selezionare l’impresa. Quando, nessuno lo sa.

Emanuele Caso

Nella foto:
Il parcheggio realizzato nell’area ex Ticosa. Sparirà all’inizio del prossimo anno

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