Ticosa, «referendum a orologeria». E spunta anche l’ipotesi Comodepur

Santarelle e area ex Ticosa, le immagini del degrado

Un referendum a orologeria. Un quesito depositato a tempo di record, quasi «si volesse persino impedire alla città di discutere il nostro progetto». L’assessore all’Urbanistica di Como, Marco Butti, commenta la decisione di Alessandro Rapinese di chiedere subito un pronunciamento dei cittadini sull’ipotesi di spostare gli uffici del municipio nell’area di via Grandi.
«Analizzerò con attenzione il quesito proposto dal capogruppo della Lista Rapinese sindaco – ha detto Butti ai microfoni di Espansione Tv – Noto però la prontezza nella consegna del documento. Quasi fosse una corsa contro il tempo». L’assessore si dice convinto che sarebbe stato utile quantomeno «ascoltare prima il dibattito in commissione consiliare fissato per lunedì prossimo».
Evidentemente, però, le cose sono andate in maniera diversa. L’iter per un referendum consultivo è già avviato ed entro l’inizio di marzo si saprà se i comaschi saranno chiamati a esprimere un parere (non vincolante, ma politicamente decisivo) sulla possibile costruzione del nuovo Comune nel perimetro dell’ex Ticosa. «Sarebbe invece interessante capire, al netto del parcheggio, quale sia l’idea del consigliere Rapinese sull’area di via Grandi – aggiunge comunque Butti con una punta di velenosa ironia – Non si può infatti rimandare la discussione sull’area alla futura campagna elettorale, anche perché nell’ultima, e in quella ancora precedente, Rapinese ha sempre e soltanto parlato di parcheggi», conclude l’assessore.
L’idea di Forza Italia
Il ripristino del parcheggio è stato, sin qui, il convitato di pietra di tutte le discussioni attorno al futuro della grande spianata di 40mila metri quadrati che si apre ai piedi del cimitero monumentale.
Sia la Lega sia Forza Italia, per restare alle forze politiche del centrodestra, hanno sempre sottolineato l’importanza decisiva di riportare le auto in Ticosa.
Adesso, di fronte all’idea – diventata un masterplan e pronta, forse, a trasformarsi in progetto – di costruire il municipio dove un tempo c’era una tintostamperia, il richiamo al parcheggio non basta più.
E Forza Italia, per bocca del suo capogruppo, lancia un’altra possibile soluzione. «Premetto che sono sempre stato contrario, sin dall’inizio, allo spostamento del Comune – dice Enrico Cenetiempo – non mi sembra prioritario rispetto ai bisogni di Como. L’ex Ticosa è l’ultima grande area di proprietà pubblica e se vogliamo lasciare un’impronta, dobbiamo scegliere qualcosa che serva davvero alla città».
La parola chiave di Cenetiempo è «Comodepur. Il depuratore di viale Innocenzo è diventato piccolo, l’impianto va rifatto. E allora, mi chiedo: perché non interrarlo nella grande area di via Grandi? Potremmo farlo senza interrompere il servizio attuale alla fine avremmo anche liberato una porzione di spazio altrettanto strategica».
Sopra il depuratore potrebbero essere realizzati «il parcheggio, l’area verde e ogni altra cosa utile – aggiunge Cenetiempo – e non avremmo nemmeno il problema di cosa farcene di Palazzo Cernezzi».

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