Ticosa, sì al parcheggio con i voti dell’opposizione

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Il consiglio comunale vuole il parcheggio in Ticosa. Ampio il più possibile e in tempi non troppo lunghi. Una mozione votata lunedì sera ha impegnato la giunta a progettare quanto prima il posteggio, nel quale dovrebbe esserci spazio per non meno di 170 auto. Come spesso accaduto in questi ultimi mesi, il voto finale sul documento è stato “trasversale”.
A favore si sono espresse le opposizioni e Forza Italia. Astenuto il resto della maggioranza di centrodestra, mentre due dei tre consiglieri della Lista Rapinese hanno detto no.
La mozione, presentata inizialmente da Forza Italia, è stata molto modificata. Il testo finale è il frutto di una mediazione lunghissima, concertata dal capogruppo azzurro Enrico Cenetiempo con vari esponenti di minoranza.
E proprio qui, a ben vedere, sta una delle anomalie del governo attuale del capoluogo. In consiglio comunale, di fatto, ci sono maggioranze variabili.
Sugli argomenti più importanti il voto finale è sempre un’incognita.
È molto curioso il fatto che la realizzazione del parcheggio in Ticosa, uno dei punti cardine del programma elettorale del centrodestra, alla fine sia stata decisa dal Pd, da Svolta Civica e dal Movimento 5 Stelle, partito quest’ultimo che ha sempre contestato in passato la realizzazione di nuove aree di sosta.
Perché succeda tutto questo è noto. Forza Italia è uscita dalla giunta e garantisce al sindaco un appoggio esterno, tenendosi le mani libere praticamente su tutto. Il centrodestra – nessuno ha ancora capito il perché – non ha più riunito i suoi gruppi per ricomporre la frattura e vive quindi una condizione di perenne instabilità.
Ieri, i tre consiglieri del Pd hanno riassunto questa situazione in un comunicato con un’analisi che difficilmente può essere contestata. «Siamo davanti all’incoerenza di una Giunta che, a suo tempo, aveva promesso agli elettori di occuparsi della questione parcheggio in Ticosa e l’altra sera invitava a votare contro la mozione».
Com’è noto, il sindaco Mario Landriscina e l’assessore Marco Butti sono tra i promotori di una sorta di “rivoluzione” relativa proprio all’area di via Grandi, dove è stata ipotizzata la costruzione del nuovo municipio e di un centro direzionale.
«Se pensiamo in modo globale al futuro della Ticosa – hanno commentato ieri i consiglieri Pd – vogliamo ricordare che il consiglio comunale ha approvato un documento che certifica ufficialmente, nero su bianco, come una parte della maggioranza consideri “fuorviante e non condiviso” il piano proposto dal sindaco per il riassetto dell’area e per collocare in Ticosa gli uffici comunali».
Insomma, una situazione ingarbugliata. Intanto, gli uffici sono chiamati a capire come realizzare i parcheggi previsti dalla mozione. «Potrebbe essere una soluzione praticabile – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Bella – Bisogna verificare tutte le condizioni, in primo luogo il fatto che la proposta non sia in contrasto con il futuro utilizzo dell’area, che sia sostenibile dal punto di vista economico e che lasci lo spazio necessario all’ultima parte di bonifica». Una bonifica – quella ormai stranota della cella 3 – che stando a quanto detto in aula sempre dall’assessore Bella, non potrà essere completata prima di 3 o 4 anni. Un tempo durante il quale potrebbe arrivare in aula anche il progetto conclusivo di centro direzionale, su cui l’attuale maggioranza è già divisa. Forza Italia e Lega non hanno infatti sin qui nascosto il loro forte scetticismo.

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