Ticosa, slitta ancora la presentazione del nuovo progetto

altI tecnici di Multi potrebbero svelare le carte a fine novembre
Slitta almeno di un altro mese la presentazione del nuovo progetto Ticosa. La multinazionale olandese vincitrice del bando di gara per la riqualificazione dell’area in cui un tempo sorgeva la grande tintostamperia cittadina, non depositerà in Comune a Como – prima della fine di novembre – i cosiddetti disegni di organizzazione del piano attuativo, vale a dire il masterplan in cui si dovrebbe fare finalmente chiarezza sui costi dell’operazione.
La notizia è ufficiosa e tuttora in attesa di

conferme dai diretti interessati, ma fonti vicine al municipio fanno sapere che Multi – gruppo acquisito totalmente, nel marzo del 2013, da un fondo d’investimenti inglese (il Blackstone Real Estate Funds) – dovrebbe tornare a Palazzo Cernezzi con i suoi tecnici, come detto, a fine novembre.
A quel punto, se tutto dovesse filare liscio, il Comune avrebbe un mese di tempo per valutare le opzioni offerte da Multi.
Prima del 2015, quindi, non si potrà avere un quadro d’insieme chiaro sulla situazione in via Grandi.
I problemi, però, non sono finiti qui. C’è infatti un problema gigantesco da risolvere, vale a dire la ridefinizione dei costi delle aree e del valore delle urbanizzazioni.
Com’è noto, la Multi vincendo il bando si aggiudicò la vecchia tintostamperia per 14 milioni di euro. Nello stesso bando, si parlava poi di opere accessorie per 37 milioni (18 dei quali servivano, ad esempio, per l’interramento di via Grandi). Nel nuovo progetto non è più prevista la costruzione di residenze ma la realizzazione di housing sociale, il cui prezzo di mercato è ovviamente inferiore.
A settembre, durante l’ultimo summit in Comune tra Multi e giunta Lucini, la società olandese ha dato un ordine di grandezza approssimativo alla sua futura proposta.
Le cifre sono ovviamente molto inferiori a quelle del bando e a Palazzo Cernezzi si sta valutando – attraverso un pool di consulenti legali – se questa procedura sia sostenibile dal punto di vista giuridico.
Se la ridefinizione dei costi fosse eccessiva, infatti, la Corte dei Conti potrebbe aprire prima o poi una verifica e ipotizzare magari il danno erariale. Una eventualità che spaventa moltissimo gli amministratori del capoluogo.

Da.C.

Nella foto:
Intanto nell’area della ex tintostamperia deve anche essere conclusa la bonifica dei terreni (foto Mv)

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