Tinagli: «Il piano di resilienza è poderoso»

Mario Draghi

Il “Piano nazionale di ripresa e resilienza” presentato dal premier Mario Draghi al Parlamento, ossia il documento con cui l’esecutivo spiega come intende spendere i finanziamenti europei nell’ambito del Next Generation EU, è «poderoso» secondo l’europarlamentare del Partito Democratico Irene Tinagli. La vicesegretaria del Pd, esperta di economia, ha sottolineato ieri – nel corso di un’intervista a Espansione Tv – la necessità di investire con forza anche sulle cosiddette “infrastrutture sociali” come ospedali di prossimità, asili e scuole. E sul tema delle forniture dei vaccini anti-Covid, fondamentale per raggiungere l’immunità di gregge tanto auspicata, l’eurodeputata del Partito Democratico ha rimarcato il ruolo fattivo e fondamentale dell’Europa.
«Nonostante alcuni ritardi, alcune incertezze e anche alcuni errori – ha detto ieri – l’Europa è stata fondamentale nell’approvvigionamento dei vaccini, perché senza la capacità negoziale dell’Unione Europea sarebbe stato difficile per i singoli Stati membri negoziarlo da soli».
Molto critica invece si è detta Irene Tinagli sul dibattito politico in corso tuttora sul tema dell’accorciamento del coprifuoco, voluto ad esempio dalla Lega di Matteo Salvini che pure è al governo guidato da Draghi.
«Non capisco francamente – ha sottolineato la vicesegretaria del Pd, partito guidato da Enrico Letta – perché ne discutiamo di fronte alle tante cose che ci sono da fare. Abbiamo un governo che si è preso le sue responsabilità, che si è impegnato e ha iniziato a riaprire, abbiamo già un cronoprogramma, abbiamo detto con chiarezza fin dal primo giorno che comunque se i dati epidemiologici migliorano possiamo aprire ancora di più e ritoccare anche il coprifuoco. Ebbene, parlare per due o tre settimane solo su un’ora in più o in meno di coprifuoco è fuori luogo. Invece l’impegno è un altro, abbiamo da realizzare 200 miliardi di opere, infrastrutture, semplificazioni, riforme, mi sembra che la priorità sia ben altra: con il Partito Democratico stiamo facendo appunto questo, mettere in campo i gruppi di lavoro necessari per cambiare il Paese e fare le riforme prima possibile. Ma dovrebbero farlo tutti i partiti che stanno al governo».

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