Tintarella a Villa Olmo, no degli albergatori

Tintarella a Villa Olmo

Villa Olmo e le sue aree verdi, gioielli di Como ricchi di charme e cultura tanto da essere scelti da “Dolce & Gabbana” per il loro grande evento di inizio luglio e, soltanto due anni fa, anche dalla maison di gioielli Bulgari.
Dalla recentissima riapertura di Villa Olmo, con il ridisegno del parterre, il giardino tra il lago e la dimora ottocentesca, è possibile calpestare il prato. Una possibilità che ogni giorno, soprattutto nei weekend, decine e decine di turisti, e qualche comasco, hanno interpretato come la possibilità di sdraiarsi anche sull’erba a prendere il sole in un lido da sogno.
Presenze che naturalmente stridono con lo splendore del luogo e potrebbero portare a situazioni di degrado.
«Credo che la parola d’ordine sia equilibrio, in queste situazioni» dice il presidente degli albergatori comaschi, Roberto Cassani. «La situazione di Villa Olmo è forse la più evidente, ma si assiste a identiche scene anche nelle aiuole di piazza Cavour, che pur sono recintate, o nel tratto di lungolago con zone a verde, la passeggiata Amici di Como. Spesso si vede gente sdraiata sull’erba a prendere il sole nelle aiuole», aggiunge Cassani.
«Serve un insieme di regole, oltre all’educazione civica di chi frequenta il luogo», dice ancora il presidente degli albergatori.
«Io non sono per il proibizionismo totale – aggiunge – dobbiamo andare nella direzione in cui si muovono altre città del mondo, ma con una corretta definizione degli spazi. È vero, anche a New York, a Central Park, ci si può sdraiare sull’erba, ma si tratta di uno spazio completamente diverso da Villa Olmo».
«Questa città, lo dico ormai da tempo – commenta sempre Cassani – deve ancora rispondere alla domanda sul suo futuro. Cosa vuol fare da grande Como in materia di turismo? Vuole essere una destinazione d’eccellenza, oppure di massa? Se vogliamo promuovere il turismo di massa, allora va bene tutto. Certo, si tratta di fenomeni di non semplice gestione. Nessuno ha la bacchetta magica, ma senza regole, educazione e senso civico, diventa tutto più difficile da gestire».
Paolo Annoni

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