Titolari dei chioschi in rivolta: manifestazione davanti al Tribunale

Lo scontro con l’amministrazione
Gli esercenti si sono riuniti in un comitato. E martedì nuova iniziativa di protesta
I “chioscari” di Como non ci stanno. Non vogliono che gli spazi pubblici dei loro esercizi vengano messi in gara d’appalto, secondo la normativa comunitaria nota come “Bolkestein”. Perciò, in segno di protesta, martedì mattina fioristi, baristi e tabaccai si ritroveranno tutti sotto porta Torre. La prima manifestazione, però, si è già tenuta ieri mattina, davanti al Tribunale. Un gruppo di esercenti (quelli interessati dalla vicenda sono 34) si è ritrovato davanti al Palazzo di Giustizia
per protestare contro la linea del Comune, riuniti nel comitato “Bella Como”.
«Noi siamo “quelli dei chioschi” – scrivono – ma per il Comune siamo solo un bollettino di pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico. Tant’è vero che dal 1998 il Comune si è “dimenticato” di noi, non rinnovando le concessioni, ma non si è certo dimenticato di farci pagare. Abbiamo investito tutto in queste attività. E adesso il Comune ci dice che è tutto da rivedere, da rifare. È nostro diritto essere trattati come lavoratori e imprenditori – scrive il comitato “Bella Como” – Siamo piccoli e andiamo sempre oltre i nostri doveri». Martedì scorso si è riunita la commissione Patrimonio, proprio per parlare del futuro dei chioschi. L’assessore al Commercio, Etta Sosio, ha ribadito la linea: gli spazi dei chioschi verranno riassegnati tramite una gara d’appalto (alla quale ovviamente potranno partecipare anche gli attuali chioscari).
Potrebbero essere riconosciuti indennizzi per gli investimenti fatti da chi ha gestito i chioschi in questi anni. Per Etta Sosio, riassegnare gli spazi con una gara d’appalto «è una procedura prevista da norme comunitarie, dunque si tratta di una scelta obbligata, non della volontà di danneggiare gli attuali operatori. Terremo comunque conto – ha assicurato l’assessore – degli investimenti fatti negli anni dai proprietari dei chioschi. Se le somme spese verranno documentate, sarà previsto un indennizzo nel caso in cui gli attuali gestori non dovessero risultare vincitori nella gara per l’assegnazione del suolo pubblico che si terrà nel 2013». Le parole dell’assessore non sono state però sufficienti a calmare gli animi degli esercenti. «La mia famiglia gestisce il chiosco dei giardini a lago da oltre vent’anni – spiega Roberto Caterisano, del comitato “Bella Como” – in quel chiosco ci sono tutti i risparmi di mio padre. Inoltre, la Regione Lombardia non ha mai recepito la direttiva Bolkestein».

Andrea Bambace

Nella foto:
Un momento della manifestazione inscenata ieri davanti al Tribunale (Fkd)

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