Cronaca

Tiziana Sala lascia la Lega per il Pdl. Giorgio Pozzi non tornerà al Pirellone

altMa è giallo sull’ufficialità della corsa dell’ex sindaco di Cantù
Partiamo dal commento di Nicola Molteni, deputato della Lega e candidato sindaco a Cantù pochi mesi fa: «Aspetto di vedere le liste ufficiali prima di esprimere un parere. Fin quando si possono cambiare i nomi, non voglio dire nulla».
La notizia della candidatura nella lista Pdl alle Regionali di Tiziana Sala, per dieci anni al timone di una giunta di centrodestra a Cantù e assessore provinciale nel quinquennio precedente, nonché esponente di punta del Carroccio comasco, ha davvero spiazzato tutti. Persino gli stessi protagonisti della “sorpresona”.
Ieri pomeriggio, attorno alle 18, il commissario provinciale del Pdl, Mario Alberto Taborelli, comunica alle redazioni dei media locali la chiusura della lista per il Pirellone. I volti sono quelli noti. Con una «sorpresa finale e ben celata», ironizza sornione lo stesso Taborelli: Federica Bernardi, vicesindaco di Cermenate; Alessandro Fermi, sindaco di

Albavilla; Tiziana Sala, già sindaco leghista di Cantù; Patrizio Tambini, uomo forte di Cl e assessore in Provincia per 5 anni; Simona Saladini, sindaco di Cernobbio.
Nulla da dire. La sorpresa c’è. Legata ovviamente al nome della Sala. Inevitabile la telefonata di rito, per comprendere i motivi che hanno spinto l’ex prima cittadina di Cantù a lasciare il partito in cui ha sempre militato per abbracciare la causa di Silvio Berlusconi.
E qui le sorprese raddoppiano. Perché Tiziana Sala viene chiaramente spiazzata dalle domande del cronista. Incespica sulle parole, annaspa. «Non c’è nulla di certo, nulla di deciso», afferma. Ma la fonte da cui proviene la notizia è più che certa. Impossibile aver preso un abbaglio.
«No, guardi, risentiamoci. Non so che cosa dire. Buonasera». Il tempo di mettere giù la cornetta che lo squillo risuona nuovamente. «Sono Taborelli».
«Onorevole, abbiamo chiesto conferma alla candidata, ma c’è un giallo».
Qualche imbarazzo, comprensibile. Poi la risposta, come sempre signorile, nello stile dell’uomo. «Dal regionale mi avevano confermato la chiusura della lista, ma in realtà si attendeva un ok definitivo che dovrebbe arrivare tra poche ore».
Sala ancora in bilico, quindi. Ma la sostanza non cambia. Perché anche se dovessero esserci ulteriori sorprese, il passo dell’ex sindaco di Cantù è stato comunque compiuto. Qualcosa da cui non si torna indietro. Tiziana Sala ha comunque accettato il corteggiamento del Pdl, ha detto sì, forse. Un atteggiamento che nessuno le perdonerebbe in casa Lega.
Nelle prossime ore si vedrà quale conclusione avrà questa vicenda. Intanto, un’altra cosa è abbastanza chiara: Giorgio Pozzi e Paola Camillo, consiglieri regionali eletti nel precedente mandato, non saranno ricandidati. Fino a mercoledì sera Pozzi era pienamente in corsa.
Raggiunto al telefono dal Corriere di Como, l’ex assessore regionale aveva confermato di aver dato la propria disponibilità a una candidatura. «Mi hanno chiamato dal partito e io, da bravo soldato quale sono sempre stato – aveva detto Pozzi – mi sono messo a servizio».
Un gesto di sensibilità militante che non è servito a molto. «La scelta di non ricandidare gli uscenti non è stata del territorio – dice Taborelli – noi avevamo portato i loro nomi al tavolo regionale, pur sapendo che tra i criteri di esclusione c’era anche un massimo di due legislature alle spalle». Insomma, fa capire il commissario provinciale del Pdl, è Milano che ha deciso alla fine chi dovesse star dentro e chi, invece, dovesse stare fuori.
Valutazioni insindacabili, a quanto è dato sapere. Che hanno portato alla composizione di una lista fatta sostanzialmente di amministratori e di esponenti politici non immediatamente riconducibili al “nuovo” Pdl. Oltre alla leghista Tiziana Sala, infatti, correrà anche Alessandro Fermi, uomo da sempre legato al senatore Alessio Butti. Un’altra storia che si “spezza”. Forse per sempre.

Da. C.

Nella foto:
Tiziana Sala è stata sindaco di Cantù per 10 anni (foto Mv)
25 Gen 2013

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