Tokyo: Casa Italia, cifre record tra ricavi e ascolti

Il responsabile

dell’inviato Tullio Giannotti (ANSA) – TOKYO, 06 AGO – "Siamo la casa degli italiani ai Giochi, delle vittorie e delle sconfitte che si celebrano in tutte le nostre famiglie, fatta dai protagonisti, che sono gli atleti, e narrati dai media e dalla comunicazione digitale". Diego Nepi, direttore marketing del CONI e responsabile del progetto Casa Italia, sta arrivando in porto con il suo progetto che ha "creato in 3 anni per poi giocarselo in 3 settimane". Chiudono le Olimpiadi di Tokyo 2020 e si conclude anche l’edizione giapponese di Casa Italia. In Giappone, il progetto Casa Italia – un’idea nata alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 – ha messo il sigillo a una performance eccezionale con ottimi risultati colti nelle condizioni più difficili: il sistema Italia Team-Casa Italia, che si è concretizzato a Rio 2016, è strutturato in modo da portare ricavi con un fundraising privato strategico a livello nazionale e internazionale. Dalle cifre di Casa Italia oggi, dopo un’Olimpiade rinviata di un anno causa Covid e portata a termine in una bolla sanitaria e senza pubblico, emergono ricavi per 16.311 milioni di euro per il 2021. Nel suo ufficio, con finestre sul giardino della dimora d’epoca, Nepi è attorniato dai suoi collaboratori stretti, quelli che chiama "il quintetto" e che hanno lavorato a stretto contatto con lui in questi anni: Massimiliano Zucco, che si è occupato di tutto il settore servizi, food e beverage di Casa Italia; Luca Galliano (progettazione di Casa Italia), Lorenzo Pedicelli (marketing), Benedetta Stermieri (project manager) e Ludovica Mercuri, capo delle attività social di Italia Team. Ma non dimentica un personaggio che in Giappone è la sua ombra: "è Nuba, il mio angelo custode – dice indicando una sorridente signora giapponese – è lei che mi ha accompagnato in questi tre anni giapponesi". "Per aprire a Tokyo abbiamo dovuto creare la cosiddetta ‘bubble in the bubble’" – spiega – la bolla nella bolla. Un posto in cui gli atleti, confinati nel Villaggio Olimpico, potessero fidarsi ad entrare. La maggior soddisfazione? "La felicità degli atleti nel venire a Casa Italia, percepita da loro come un’isola felice dopo tutta la pressione dei Giochi". (ANSA).

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