Tokyo, il racconto di Pietro Ruta: «Una gioia immensa»

Pietro Ruta in redazione

L’emozione è ancora forte e quella medaglia al collo, portata e mostrata con orgoglio, è un peso che Pietro Willy Ruta “sopporta” con una gioia incontenibile.
L’atleta della Fiamme Oro di Menaggio, medaglia di bronzo a Tokyo insieme a Stefano Oppo nel doppio pesi leggeri maschile di canottaggio, ieri graditissimo ospite in redazione, nella foto, ha rivissuto i momenti salienti della gara e le emozioni di una Olimpiade sicuramente insolita ma che ha mantenuto intatto tutto lo spirito olimpico.

«Ovviamente ho ben impresso nella mente ogni singolo istante della nostra sfida. Il campo di gara era molto ventoso e quindi la prova con i nostri avversari s è fatta da subito molto impegnativa – ha raccontato Pietro Willy Ruta – Arrivati agli ultimi 500 metri abbiamo capito che era giusto e saggio contenere eventuali ritorni da parte degli avversari e puntare al bronzo, sicuramente alla nostra portata. E così abbiamo fatto. Rischiare di spingere ancora di più per provare a rientrare su chi stava davanti si sarebbe potuto trasformare in un errore fatale». E così è arrivata la medaglia di bronzo per l’equipaggio italiano, preceduto da Germania e Irlanda.

Inevitabile parlare di questa Olimpiade anomala, ancora vincolata alle rigide norme anti-Covid. «Lo spirito olimpico è rimasto comunque inalterato nonostante la situazione causata dall’emergenza sanitaria. All’inizio il villaggio era abbastanza vuoto ma poi con il passare dei giorni e l’arrivo degli atleti delle diverse specialità si è animato facendo vivere l’atmosfera olimpica», ha sottolineato l’atleta comasco. «E se in città, forse a causa delle rigide disposizioni non si avvertiva molto questo spirito, sicuramente era invece molto forte altrove. Quando, prima di trasferirci a Tokyo, abbiamo fatto un camp preparatorio in un’altra zona abbiamo visto il grande entusiasmo dei giapponesi. Certo non poter gareggiare con il pubblico è ovviamente qualcosa che ti limita. Non poter sentire l’incitamento delle persone ha dell’incredibile come incredibile è la situazione che stiamo vivendo. Ma alla fine la gioia resta immensa». Per il futuro «continuerò a fare gare e sono a disposizione del direttore tecnico. Ci sono tanti bravi giovani che scalpitano – conclude Pietro – Un’altra Olimpiade? Mai dire mai».

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