Tondo e “Il Generale”, storia di un clamoroso scambio di persona

Lorenzo Tondo

Medhanie Tesfamariam Berhe è un pastore eritreo di 30 anni. Nel giugno 2016 alcuni uomini in divisa bussano alla sua porta a Khartoum, Sudan, dove si è rifugiato per evitare il sevizio militare. È l’inizio di un incubo kafkiano: Berhe trascorrerà tre anni in prigione a Palermo erroneamente scambiato per Medhanie Yedhedgo Mered, detto “il Generale”, uno spietato trafficante di esseri umani.

A raccontare l’incredibile storia è Lorenzo Tondo (Sciacca, 1982) giornalista e corrispondente del Guardian.
Tondo, in passato collaboratore di The New York Times, Time e la Repubblica, in questo suo primo libro intitolato Il Generale (La Nave di Teseo) presentato ieri alla libreria Ubik di Como, ripercorre i retroscena della sua inchiesta internazionale e ricostruisce fedelmente i fatti, in aula e fuori, a partire da quel giugno 2016.

«È una storia che mi ha risucchiato, ho potuto incontrare Berhe solo a scarcerazione avvenuta – racconta – ma mi sono battuto per lui fin dall’arresto, perché ho considerato evidente fin dal principio la sua innocenza; scambiare uno sguardo con lui, anche da lontano in Tribunale, ha significato moltissimo».

«È stato il processo più seguito all’estero – ricorda ancora Lorenzo Tondo – e intanto il vero Generale ha potuto tranquillamente fuggire in un paese africano e scampare alla condanna. Medhanie Tesfamariam Berhe è molto provato psicologicamente e non appena la vicenda giudiziaria si concluderà, lascerà l’Italia per raggiungere i suoi familiari in Nord Europa».

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