Cronaca

Top 10 dei comuni più “ricchi”. Due sono in provincia di Como

Nei paesi con i frontalieri il reddito nominale è invece basso
È all’ombra della Madonnina che si concentra il reddito medio più elevato d’Italia.
La classifica dei capoluoghi di provincia più ricchi, presentata ieri dal Sole 24 Ore, stabilisce infatti il primato nei 35.750 euro di reddito imponibile medio ai fini Irpef dei milanesi.
Dati riferiti al 2010. Secondo posto per Bergamo con 31.920 euro e terzo gradino del podio per Monza con 31.135 euro.
Como è 14esima con una media di 27.868 euro. Sopravanzano la nostra città altre realtà
lombarde, ad esempio Pavia, quinta con 29.987 euro, e Varese, nona con 28.807 euro.
Ciò che però più colpisce è la graduatoria dei 10 comuni in assoluto più ricchi. In questa classifica, compaiono ben due paesi della nostra provincia. Precisamente: Campione d’Italia, sesta con un reddito medio imponibile di 40.905 euro (nel 2006 la cifra era di 38mila euro) e Carate Urio che precede l’enclave italiana.
Qui, nel paese che ha ospitato tra i tanti personaggi famosi anche il campione del Milan Gianluca Zambrotta, il reddito medio è di 41.301 euro. Nel 2006 era di 30.683.
«Evidentemente qui da noi si sta bene e noi siamo bravi – esordisce con una battuta il sindaco di Carate Urio, Daniele Maggi – Ovviamente, su tale risultato influisce in maniera decisiva la presenza nel nostro territorio di personaggi famosi e facoltosi che alzano la media. Ma è altrettanto vero che se questi cittadini continuano a rimanere da noi, ci sarà un motivo».
In cima all’elenco il comune di Galliate Lombardo, in provincia di Varese, dove si è passati dal reddito imponibile medio per contribuente di 29.627 euro del 2006 ai 74.744 del 2010. Anche in questo caso un balzo così deciso negli ultimi anni è forse spiegabile con la presenza, nel paese del Varesotto, di alcuni ricchi contribuenti.
Nel caso di Galliate, una spinta decisiva verso l’alto potrebbe averla data la presenza dell’ex milanista Ronaldinho, che fissò la residenza in paese, tra gli anni 2008 e 2010. Tornando nel nostro territorio, il sindaco di Carate Urio è soddisfatto.
«Scherzosamente posso dire che non c’è bisogno di un casinò per vivere bene ma di un ambiente tranquillo. Ecco cosa offriamo – aggiunge il sindaco Maggi – Per il futuro, la nostra intenzione è di abbassare l’Imu sulla prima casa e ritoccare invece quella sulla seconda per incidere maggiormente su chi ha redditi alti». La nostra provincia è però presente anche in un’altra graduatoria: quella dei paesi che hanno fatto segnare il reddito medio più basso. Anche in questo caso, il dato di riferimento è quello del 2010.
E il comune di Valsolda si piazza al quinto posto con un reddito medio (sempre in base ai redditi Irpef dichiarati) passato dai 17.270 euro del 2006 ai 12.564 del 2010. Un crollo di circa 5mila euro. «Il motivo è presto detto. In paese siamo 1.600. Circa 600 i lavoratori. Di questi, 440 sono frontalieri, che non dichiarano il loro reddito in Italia», dice il primo cittadino di Valsolda, Giuseppe Farina. In ottava posizione un altro comune che vede, anche in questo caso, un consistente numero di frontalieri. Si tratta di Cavargna dove il reddito medio è di 12.400 euro. Nel 2006 era pari a 12.237 euro. «Anche nel nostro caso a incidere è l’elevato numero di cittadini, circa il 90% dei lavoratori che va oltreconfine ogni giorno – dice il sindaco di Cavargna, Gavino Fiori – Qui, infatti, oltre a un operaio del comune, un fabbro e un idraulico non c’è molto altro». Chiude la graduatoria Platì (Reggio Calabria) dove il reddito medio è di 11.692 euro. Infine l’analisi si è concentrata anche sul numero dei contribuenti con un imponibile oltre i 100mila euro, in base ai dati del ministero dell’Economia. Al primo posto i 45.995 romani. Secondo posto per i 37.151 milanesi e terzi i 10.776 torinesi.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Grazie anche alla presenza di personaggi come il calciatore Gianluca Zambrotta il comune di Carate è tra i più “ricchi” d’Italia
17 maggio 2012

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