Topo d’appartamento sorpreso a rubare: gli agenti si arrampicano e l’arrestano

Intervento delle volanti della polizia di stato

I padroni di casa erano a Palermo, assenti per motivi di lavoro.
La casa era deserta da una settimana. Per questo motivo un vicino, quando ha udito dei rumori strani provenire dall’appartamento accanto, si è allarmato e ha deciso di avvisare le forze dell’ordine telefonandogli.
La chiamata alla centrale operativa della Questura è stata quanto mai propizia, perché ha permesso alla volante della polizia di arrivare velocemente in via Bellinzona a Como quando ancora il sospetto topo d’appartamento si trovava all’interno dei locali. Gli agenti hanno poi fatto il resto, notando un vetro dell’appartamento infranto e una sagoma che all’interno dei locali si muoveva nell’ombra.

Gli uomini delle volanti hanno deciso di non aspettare oltre. Aggrappandosi ai tubi del gas hanno raggiunto il piano rialzato che aveva ricevuto la visita del presunto ladro, sono entrati nell’appartamento e hanno colto in flagranza di reato un algerino che è poi stato arrestato e condotto in camera di sicurezza. L’uomo è ovviamente accusato del tentato furto in abitazione e di resistenza. È risultato essere un richiedente asilo in Svizzera. Al momento di riferire agli agenti di polizia le generalità, il ragazzo avrebbe però detto di essere un minorenne, classe 2004.

Le successive indagini hanno però permesso di appurare che il ragazzo non era affatto minorenne, rimediando così l’ulteriore accusa di aver fornito delle false generalità. Il fatto appena raccontato è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì intorno all’una. A chiamare la polizia è stato, come detto, un dirimpettaio dell’appartamento colpito che aveva udito i rumori sospetti provenire dalla casa del vicino che avrebbe dovuto essere vuota. L’arrestato ieri mattina è comparso di fronte al giudice monocratico del tribunale di Como che ha convalidato l’arresto della notte. La difesa ha a sua volta chiesto i termini per poter valutare come muoversi anche in base alle carte dell’accusa. L’udienza è stata così rinviata alla fine di ottobre. Nel frattempo l’algerino rimarrà in carcere in custodia cautelare.

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