Torna a suonare l’organo di Vercana con “Schola Cajni”

Organo Vercana

L’associazione culturale Schola Cajni annuncia che domenica 6 giugno 2021 alle ore 16 verrà inaugurato il restaurato organo del santuario della Madonna della Neve di Vercana. L’associazione, in collaborazione con la parrocchia del Ss. Salvatore di Vercana, ha seguito e coordinato tutte le fasi di recupero dello strumento, un prezioso gioiello barocco costruito da Carlo Prati nel 1679.

Il Prati nacque a Gera Lario intorno al 1617 e realizzò molti organi sia in Lombardia che in Trentino, ove si spense nel 1700. La qualità delle sue opere è molto elevata, come testimonia lo strumento da lui costruito per la chiesa di S. Giovanni Battista di Brenzio (Gravedona ed Uniti), notissimo fra i musicisti e gli studiosi per le sue qualità tecnico-foniche. Una peculiarità importante dell’organo di Vercana è che esso è stato firmato dal suo costruttore, fatto non proprio comune.

L’organo, che non veniva più suonato da oltre settant’anni, è stato restaurato, su progetto dell’organologo Maurizio Isabella, dalla Ditta Colzani di Bulgarograsso. Si sono recuperate parti anche altamente intaccate dal degrado, ma fortunatamente lo strumento è giunto a noi completamente integro nei suoi componenti originali, ad eccezione della pedaliera, che è stata ricostruita sul modello di quella dell’organo di Brenzio. Esso conta 292 canne e sette registri: Ottava, Vigesimaseconda, Decimanona, Quintadecima, Flauto in duodecima, Voce umana, Principale.

Il restauro ha interessato anche l’apparato decorativo, cassa lignea e stucchi, recuperati grazie all’opera paziente di Giovanna Aulisio, la quale ha riportato alla luce le essenze lignee che erano state malamente ricoperte da una pesante mano di bianco.

L’opera di ripristino è stata inoltre completata grazie alla generosa opera di un parrocchiano, il sig. Mattia Vanoli, che ha sistemato la stanza adiacente allo strumento, la quale versava in stato di grande degrado ed è destinata ad accogliere i due mantici che alimentano l’organo.

Durante il Sei e Settecento, l’organo del santuario venne utilizzato per eseguire concerti anche in ensemble con voci e altri strumenti. Il più illustre esecutore che lo suonò parecchie volte a fine ’600 fu il musicista e compositore gravedonese Carlo Donato Cossoni (1623-1700), già maestro di cappella a S. Petronio in Bologna, basilica che racchiude due organi antichissimi: uno costruito negli anni ’70 del Quattrocento da Lorenzo di Giacomo e l’altro del 1596, opera di Baldassarre Malamini.

  L’organo del santuario altolariano è stato restaurato grazie ai fondi della Fondazione Provinciale Comasca, della Conferenza Episcopale Italiana, della famiglia Butti, in ricordo della defunta moglie e madre Maddalena Aggio di Vercana, della Schola Cajni, della comunità parrocchiale e del comune di Vercana.

Il concerto di inaugurazione verrà tenuto dal maestro cremonese Stefano Molardi, musicista di fama internazionale, che è organista, musicologo, clavicembalista e direttore, docente presso la Scuola Universitaria di Musica della Svizzera italiana di Lugano e presso il Conservatorio di La Spezia. Verranno eseguiti brani di C. Merulo, J. Des Prez, G. Frescobaldi, J. J. Froberger, A. Poglietti, J. K. Kerll, G. M. Casini, A. Scarlatti.

Verranno rispettate le prescritte norme anti-Covid, motivo per il quale il numero di posti disponibili ha dovuto essere ridotto a circa sessanta. Si consiglia pertanto di presentarsi presto per poter usufruire di un posto. Altre occasioni, sia di carattere liturgico che concertistico, permetteranno comunque in futuro di godere di questa ritrovata e preziosa voce barocca.

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