Torna la “Rivista Archeologica”

Reperti nella sala romana del Museo Giovio

Dopo la celebrazione, lo scorso anno, del 200° volume della Rivista Archeologica Comense, nota al pubblico anche con l’acronimo di “Rac” e disponibile in abbonamento sia in cartaceo che digitale, è di queste settimane l’edizione del nuovo numero del periodico. La singolare immagine di copertina, a forma di teglia, è quella della pergamena pontificia usata come coperchio dell’olla con le reliquie di S. Giuliana in occasione, come racconta Rita Pezzola, della solenne traslazione nella Basilica di S. Fedele nel 1618.
Di scoperte parla anzitutto Stefania Jorio illustrando una piccola necropoli di età romana imperiale (sec. I d.C.) nell’area del nuovo ospedale S.Anna.
Di rilevante spessore descrittivo e documentario lo studio di Fulvia Butti, direttrice della Rivista, sugli scavi, strutture e materiali della necropoli romana ( I – IV sec.d.C.) di via Carloni in Como nell’area dell’ex Tintoria Pessina, ove sorge l’attuale “Dadone”.
In elenco olpi, ciotole, coppe, bicchieri, lucerne, bronzi, stele iscritte (interpretate dallo specialista Antonio Sartori). Straordinario il numero di spilloni per fermare i capelli e, in una delle tombe, la presenza di cembali in bronzo, strumenti sonori di una probabile danzatrice dedita al culto di Cibele, divinità orientale acquisita tra gli dei romani.
Degli scavi nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo in S.Pietro Sovera (Carlazzo) riferisce l’archeologa Mimosa Ravaglia mentre lo studio archeobotanico di un’équipe di archeologi e specialisti (tra cui Stefania Jorio e Lanfredo Castelletti) trae, dai resti dei roghi funebri della necropoli romana di Via Segantini a Mariano Comense, interessanti deduzioni sullo sviluppo forestale nelle varie epoche.
Nuove fonti e nuovi problemi propone lo storico Paolo Grillo sulla cittadella viscontea, la trecentesca opera fortificata che chiudeva la parte settentrionale della città di Como.
Il paesaggio storico e le architetture medievali di Drezzo vengono presi in esame da Ilaria Quircio, ivi compresa la chiesa di S.Maria Assunta lungo le pendici della spina Verde.
Completano il repertorio degli studi un saggio di Marina Uboldi su una brocchetta in vetro della Collezione Garovaglio al Museo Giovio e l’esame critico di Alessandra Mita Ferraro degli affetti e di una serie di lettere della scrittrice Felicia Giovio. La rivista è a disposizione di soci e simpatizzanti presso la sede di piazza Medaglie d’Oro a Como. Per saperne di più c’è il sito www.archeologicacomo.it.

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