Torna l’allarme smog, polveri sottili oltre i limiti da giorni

Ambiente – A influire negativamente sui dati l’incremento dell’utilizzo dei riscaldamenti, conseguenza diretta della recente ondata di gelo e dell’assenza di pioggia e vento
Dall’inizio dell’anno la soglia di attenzione è già stata oltrepassata per una trentina di volte
Torna l’allarme smog sul territorio lariano. Le polveri sottili sono risalite a livelli preoccupanti. Negli ultimi dieci giorni – il monitoraggio più aggiornato si riferisce al periodo compreso tra il 10 e il 19 febbraio – la concentrazione di Pm10 nell’aria ha superato in 9 occasioni la soglia di allerta fissata a 50 microgrammi (?g) per metro cubo d’aria.
Sfondato il muro previsto dalla legge addirittura in 30 giorni su 50 dall’inizio dell’anno. Sia Como sia Cantù sono sotto una cappa
di smog. Le centraline dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) hanno certificato una situazione in costante e netto peggioramento.
Da quattro giorni consecutivamente, il dato delle Pm10 è fuori soglia. Addirittura oltre i 100 ?g per metro cubo il 18 febbraio (101) e il 19 febbraio quando ha toccato quota 125 ?g.
A influire negativamente su questi dati anche l’incremento nell’utilizzo dei riscaldamenti, conseguenza diretta della recente ondata di gelo e dell’assenza di pioggia e vento che perdura ormai da molti giorni.
E proprio in tema di impianti di riscaldamento, per questo inverno la Regione Lombardia ha lanciato la campagna del bollino blu per spingere sui controlli di funzionalità degli impianti domestici. In tale direzione, va detto come gli impianti termici in provincia di Como siano circa 250mila, dei quali 26mila nel solo comune di Como. A ulteriore riprova di come e quanto influiscano sull’inquinamento atmosferico i riscaldamenti domestici, va aggiunto che soltanto il 22% delle Pm10 comasche arriva – in base ai più recenti dati forniti dall’Arpa – dai tubi di scappamento.
Il resto è appunto prodotto dalle caldaie e dagli impianti industriali. Altro fronte caldo anche quello delle Pm2.5, il nuovo indicatore che viene costantemente monitorato e che indica la concentrazione di particolato fine con diametro inferiore a 2,5 ?g per metro cubo.
Un fattore da tenere nella massima considerazione, visto che più le particelle sono piccole più possono giungere in profondità nei polmoni. Nel nostro territorio, le Pm2.5 hanno superato per 42 giorni il limite europeo di allerta, fissato a 25 ?g per metro cubo d’aria. Dato che diventa ancor più significativo se si arrivasse ad adottare come parametro di riferimento la soglia di attenzione sancita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che è pari a 10 ?g per metro cubo. La situazione di allarme è comune anche a numerosi altri territori della Lombardia, a partire dalla provincia di Milano, dove lo smog è fuori norma da 15 giorni consecutivi nonostante la recente introduzione, all’ombra della Madonnina, dell’Area C che ha drasticamente limitato il transito alle auto nel centro della metropoli.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Le centraline antismog della città di Como segnalano ormai da giorni il superamento delle soglie di attenzione delle Pm10 e 2,5

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.