Cronaca

Torna l’incubo dell’Imu sulla prima casa: «In 45 comuni lariani si rischia di pagare»

altIl problema è dovuto all’incapacità dello Stato di garantire i rimborsi agli enti locali

Si paga o non si paga? Il dilemma riguarda sempre l’Imu. L’imposta che più di ogni altra agita i sonni degli italiani.
Ebbene, sono 45 i comuni in provincia di Como a rischio stangata. L’abolizione del saldo di dicembre, infatti, approvata nei giorni scorsi dal governo, si potrebbe trasformare per tantissimi contribuenti in una vera beffa. In migliaia di comuni italiani, dove l’aliquota sull’abitazione principale, nel 2012 o nel 2013, è stata aumentata, si potrebbe dover

tornare in cassa. Sono infatti tantissime, potenzialmente, le case per le quali andrà pagata la quota di imposta che non riesce a essere coperta dai rimborsi statali ai sindaci. E allora questa differenza potrebbe essere chiesta ai proprietari.
Le cifre e l’elenco degli enti coinvolti saranno definiti nei prossimi giorni. Le disposizioni attuali, infatti, prevedono che i Comuni possano rendere pubbliche le aliquote Imu da applicare per il 2013 entro il 9 dicembre, rimodulando gli importi.
Intanto, sotto la lente di ingrandimento, ci sono quelle amministrazioni che nel 2012 hanno deliberato incrementi eccedenti lo standard per la prima casa (0,4%). E se il capoluogo non è compreso in questo elenco, lo sono però molti altri comuni. Ecco i nomi relativi alla provincia di Como, resi noti dalla Uil in base a una recente analisi: Albese con Cassano, Arosio, Asso, Barni, Bene Lario, Binago, Blessagno, Brunate, Cabiate, Cadorago, Cagno, Capiago Intimiano, Carate Urio, Castelmarte, Castelnuovo Bozzente,Cavallasca, Cavargna, Cirimido, Cucciago, Faloppio, Figino Serenza, Guanzate, Laino, Lambrugo, Limido Comasco, Lurate Caccivio, Mezzegra, Montemezzo, Nesso, Novedrate, Plesio, Ponte Lambro, Proserpio, Pusiano, Ramponio Verna, Rodero, Sala Comacina, San Siro, Schignano, Senna Comasco, Solbiate, Tavernerio e Trezzone.
«È l’ennesimo pasticcio di un governo privo di serietà – spiega Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia (Associazione nazionale comuni della Lombardia) – Hanno raccontato due bugie. La prima ai sindaci e l’altra ai cittadini, dicendo che non avrebbero dovuto pagare nulla sulla prima casa e ora invece rischiano. Sono infatti tanti i comuni, in tutta Lombardia e non solo, a trovarsi in una situazione potenzialmente ingarbugliata».
L’augurio è che la protesta possa essere efficace. «Davanti a questo ennesimo pasticcio mi aspetto veramente delle reazioni forti. Non si può essere così confusionari», conclude Fontana. Anche perché oltre al tema Imu, nelle case degli italiani sta arrivando la bolletta Tares con il saldo di dicembre che regalerà quest’anno un’amara sorpresa alle famiglie. Nel 2013 porterà aumenti del 23,5% (66 euro in media in più a famiglia, con punte del 47,4% a Monza). In media si dovranno sborsare per la Tares 281 euro a fronte dei 214 dell’anno scorso. «Un’ulteriore dimostrazione dell’incapacità di applicare questa nuova tassa. Prima dicendo ai Comuni di prevedere le nuove tariffe e poi subito dopo creando confusione», spiega Attilio Fontana. In sostanza, tra aumenti della Tares e dell’Irpef comunale, il rischio è, soprattutto per i lavoratori dipendenti e i pensionati, di non avere benefici dall’eventuale abolizione totale dell’Imu.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
I Comuni che hanno alzato l’Imu nel 2012 o nel 2013 rischiano di restare senza compensazioni statali
30 Novembre 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto