Torna “L’isola che c’era” di Albertina Nessi con una lettera inedita di Alfred Hitchcock

Ossuccio e Isola Comacina Tremezzina

La terza edizione del romanzo di Albertina Nessi “L’Isola che c’era” dedicato all’Isola Comacina, edito da Dominioni di Como, ospita una lettera inedita di Alfred Hitchcock che girò sull’isola nel 1925 “The pleasure garden”. Il libro è tornato a essere richiesto dopo che se ne è parlato nella trasmissione di Davide Van De Sfroos “Mythonauta” in cui si è parlato anche del mitico Lino Nessi “Cotoletta”, il patron della locande dell’isola, classe 1908, padre dell’autrice. “Sarà che la storia della maledizione dell’isola Comacina non ha mai smesso di attrarre i lettori, sarà che a questo libro ci siamo molto affezionati – scrive in una nota la casa editrice comasca – ma abbiamo deciso di congelare momentaneamente tutte le richieste e, invece di limitarci a ristampare nuove copie dell’Isola, abbiamo lavorato a una terza edizione riveduta, corretta, e con una novità che ha dell’incredibile: una lettera che Alfred Hitchcock scrisse al Cotoletta. Per chi conosce la storia dell’isola Comacina, sa che negli anni passati diventò una meta per tante star internazionali. Tra questi, il grande Hitch diventò per molte stagioni un affezionato ospite della Locanda. Prima di quest’ultima edizione, Albertina Nessi si era sempre rifiutata di condividere la lettera del leggendario regista di capolavori come Psycho o Gli uccelli: in accordo con la sua famiglia aveva preferito custodirla gelosamente tra i documenti più preziosi insieme al dono delle foto scattate dal regista in persona. Pensiamo che questo libro, grazie anche alla scrittura melodiosa e brillante di Albertina, abbia ancora tanto da dire su chi siamo e sul nostro territorio. E la stessa isola Comacina, non ha mai smesso di attirare l’attenzione su di sé: oggi più che mai, la Locanda è al centro di un dibattito pubblico molto complesso. Per questi e altri motivi, oltre alla ristampa, stiamo organizzando degli incontri con il pubblico per dare la possibilità ai vecchi e ai nuovi lettori di incontrare l’autrice e scoprire tutti i segreti dietro alle tre edizioni de L’isola che c’era“.

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