Tornano le ricette di Alexandre Dumas

Alexandre Dumas

Alexandre Dumas (1802-1870) scriveva «un tanto a riga». «Per una infinità di libri ha fatto lavorare dei “negri”» e «allungava per tirare al soldo». Parola di Umberto Eco. Ma ha creato figure mitiche della letteratura. E gli va anche attribuito il titolo di maestro cuciniere.

L’editrice Ibis di Como ha infatti ospitato 15 anni fa a cura di Augusta Scacchi, dopo due anni di lavoro, la prima edizione italiana del suo Grande dizionario di cucina, un volume di grande formato in cui il papà dei “Tre Moschettieri” racconta ricette con la verve tipica del grande narratore di gusto popolare. L’autore consegnò il libro all’editore nella primavera del 1870, poco prima di morire. Dumas, avvezzo da sempre ai piaceri della buona tavola e negli ultimi anni assediato da una precaria condizione fisica, vi riassume, rivolgendosi sia alla gente comune che agli esperti di cucina, una vita di sapori ed esperienze da gourmet. Dalla “a” di Abavo, grande albero da frutto dell’Etiopia, alla “z” di Zucchetti («Ragù in cui le arance e le zucchine entrano come principale elemento»). Non c’è che da ripetere le parole con cui il grande giornalista Orio Vergani, fondatore dell’Accademia Italiana della Cucina, descrisse La Scienza in cucina e l’Arte del mangiar bene di Pellegrino Artusi: «un’utile raccolta di consigli a chi considera le ore del desco come offerte al rito più schietto dell’ospitalità». La Ibis, che ha appena festeggiato il trentennale, pubblica ora il volume in una ricca versione a tiratura limitata a soli 300 esemplari in edizione strenna rilegata e con cofanetto e grembiule in omaggio.

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