“Tornare a vedere”, il Lac riparte a gonfie vele

La scena di Luna Park della compagnia Finzi Pasca


A Lugano un ricco cartellone per la nuova stagione teatrale

“Tornare a vedere” è lo slogan che accompagna la nuova stagione del LAC di Lugano. Un auspicio e un augurio affinché il mondo dello spettacolo possa presto riaprire le porte al pubblico e al tempo stesso uno sguardo al futuro della ricerca teatrale contemporanea con un calendario ricco di giovani al debutto.
La stagione 2020-21 di teatro, musica e danza, vedrà la prima parte della ricca programmazione gestita con spettacoli pensati per platee contingentate. «Quella che potrebbe sembrare una “diminutio” – scrivono gli organizzatori – potrebbe rivelarsi un valore aggiunto, essere un’occasione privilegiata per allenare lo sguardo e avvicinarci a spettacoli nuovi».
Una stagione in cui a Lugano faranno tappa i talenti della scena teatrale italiana come Massimo Popolizio, Umberto Orsini, Alessio Boni, i fratelli Giovanni e Maddalena Crippa, Paolo Rossi, Giacomo Poretti, accanto alla commedia di Eduardo De Filippo la cui tradizione viene portata avanti con rigore e passione da Carolina Rosi, vedova del figlio Luca, e alla tradizione della commedia di Dario Fo.
Non mancheranno momenti dedicati alla comicità e all’intrattenimento di cui saranno protagonisti Giorgio Panariello, Teresa Mannino, Virginia Raffaele e i sempre amati Legnanesi, gli Oblivion, i musical Ghost e Flashdance e i concerti di Renzo Arbore, Giovanni Allevi e Davide Van De Sfroos.
In apertura di rassegna in cui si salirà sulla giostra di “Luna Park”, ideato e realizzato da Daniele Finzi Pasca, uno spettacolo-installazione della durata di 20 minuti in cui si susseguono gruppi di massimo 25 spettatori, guidati sul palcoscenico dentro le macchine sceniche e il mondo degli attori del teatro e dei clown (dall’8 al 20 settembre).
Poi toccherà allo spettacolo di danza “Rame”, la nuova creazione della performer ticinese Lorena Dozio (il 29 settembre). A seguire “Mephistopheles eine Grand Tour” dell’ensemble artistico Anagoor, “Memento Mori” del franco uruguayano Sergio Blanco e “Be Arielle F.” di Simon Senn, artista ginevrino, il cui lavoro non mancherà di sorprendere, e “Una vera tragedia”, lavoro dei giovani Riccardo Favaro e Alessandro Bandini, spettacolo già vincitore del Premio Scenario.


Il LAC prosegue il suo impegno nei confronti della produzione, percorso in cui accompagna e fa crescere le compagnie del territorio e dà vita ad importanti collaborazioni internazionali. Nel corso della stagione, si assisterà al debutto de “La bottega del caffè”, prima prova registica importante per Igor Horvat e di “Diplomazia lavoro” di cui sono protagonisti Elio De Capitani e Ferdinando Bruni. “Bye Bye…”, lavoro di Alessio Maria Romano, sarà a Lugano dopo il debutto assoluto del 14 settembre alla Biennale di Venezia, istituzione che ha premiato il suo percorso coreografico e pedagogico con il Leone d’Argento. Il regista Leonardo Lidi prosegue la sua collaborazione con il LAC e firma la regia di una “Fedra” in cui trae ispirazione da Seneca, Euripide e Ovidio.
A Lugano arriveranno alcuni dei migliori corpi di ballo europei: l’ensemble della Dresden Frankfurt Dance Company diretta da Jacopo Godani, “Lo Schiaccianoci” della Vaganova Ballet Academy, una delle accademie di danza più famose al mondo, e, sempre di ČCajkovskij, “La bella addormentata nel bosco” nell’interpretazione del Balletto Yacobson di San Pietroburgo.
Completa la stagione, “Arti Liberali”, nuovo progetto che porterà a Lugano alcuni tra i grandi protagonisti del pensiero scientifico e letterario mondiale come Fabiola Gianotti, direttrice del CERN di Ginevra, e David Quammen autore di Spillover, volume che ha scalato le classifiche di vendita di tutto il mondo. Info: www.luganolac.ch.

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