Tosi: «Abbiamo solo cinque giorni per intervenire sul Covid»

Davide Tosi ricercatore dell'Università dell'Insubria

«Io ho scritto al presidente di Regione Lombardia e al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, spiegando che oggi abbiamo solo 5 giorni per intervenire con provvedimenti seri, altrimenti si arriverà sicuramente al collasso degli ospedali». Sono parole di Davide Tosi, ricercatore di Informatica dell’Università dell’Insubria ed esperto in Big Data e modelli predittivi.
Da lunedì sono in vigore nuove restrizioni, da giovedì il coprifuoco, poi lezioni a distanza…
«Io non sono un politico, studio i numeri. Mi pare che il tentativo della politica sia di portare le persone a un auto-lockdown, un auto-isolamento graduale, ma è un giochino che non paga. Per verificare la bontà di qualsiasi restrizione servono dai 10 ai 14 giorni. Noi non abbiamo questo tempo per fare tentativi».
Alle fine le sue previsioni si sono avverate.
«Non erano solo le mie previsioni, ma ora anche i negazionisti confermano quello che io dico da due mesi. Fino a quando non si interviene in modo pesante la curva va avanti».
C’è stato un forte richiamo alla responsabilità un po’ in tutto il mondo sul tema.
«Questo è servito. Facebook ha in essere un sondaggio tra tutti gli utenti su come considerano efficace la mascherina. A settembre la consideravano una protezione il 56% delle persone, oggi siamo arrivati al 72%».
Quando prevede il tracollo degli ospedali?
«Le curve indicano che tra venti giorni le terapie intensive saranno a un totale di 2.300 letti occupati in tutta Italia. Non c’è santo che tenga. Arriveremo a quel numero. Purtroppo è una storia già scritta, a meno che non si intervenga in modo più deciso».
I contagiati sono però più giovani della prima ondata.
«La media ad agosto era di 29 anni, adesso siamo già saliti a 42. La crescita veloce dell’età media ha effetti immediati sul numero dei decessi».
Non c’è nessun indicatore positivo insomma?
«Non ho detto questo. Il trend dei contagi giornalieri della prima e seconda ondata è molto simile, ma la curva dei contagi normalizzati è meno ripida rispetto a questa primavera, purtroppo al momento si tratta dell’unico indicatore positivo» conclude il ricercatore.

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