Totale incertezza su tempi e costi. In settimana vertice con Sacaim

Tutti i nodi da sciogliere
Nessuna certezza sui tempi del nuovo lungolago. Annunciata la svolta, il sindaco di Como, Mario Lucini, non ha nascosto quanto l’elenco dei nodi da sciogliere sia ancora lungo e complesso. A partire, appunto, dai tempi, per arrivare ai finanziamenti e passando per il delicato rapporto con Sacaim, l’azienda che si è aggiudicata i lavori.
Senza dimenticare la necessità di fare in modo di restare nei parametri della Legge Valtellina.
Per il momento, l’unica indicazione certa
sono le 3-4 settimane previste da Lucini per mettere a punto una proposta alternativa. «Dobbiamo ritornare da Formigoni con una relazione scientificamente e tecnicamente dettagliata, per avvalorare la sussistenza di problemi legati alla prosecuzione del cantiere – ha detto il primo cittadino – Non bastano le parole del sindaco, per quanto geologo. Contestualmente, dovremo predisporre un’ipotesi di lavoro alternativa».
Per rispondere a entrambe le richieste, il sindaco ha già annunciato di voler chiedere la collaborazione – anche economica, probabilmente – dei partecipanti al Tavolo della competitività, ovvero quegli stessi soggetti che nei giorni scorsi hanno firmato un documento per chiedere la revisione del progetto delle paratie. «Mi auguro di poter contare sulla collaborazione di tutti – ha detto Lucini – Dobbiamo definire i documenti nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda, poi, la variante vera e propria, è impossibile oggi ipotizzare un cronoprogramma. In generale, la prospettiva dovrebbe essere una riduzione di tempi e di costi, ma in questo momento è inevitabile un iter più lungo».
E veniamo al capitolo Sacaim. L’azienda veneta, attualmente in amministrazione straordinaria e gestita da un commissario, ufficialmente sta lavorando, anche se il cantiere in realtà non procede.
Il Comune in questo momento non può chiedere un fermo dei lavori perché pagherebbe pesanti penali. C’è poi il tema delle riserve avanzate dalla stessa Sacaim, che ha presentato un conto aggiuntivo a Palazzo Cernezzi. Sul tavolo c’è una proposta di accordo che fissa a 2,8 milioni di euro quanto dovuto.
«L’impresa ha ottenuto dal ministero il sì all’arbitrato – ha detto ieri Lucini – La stessa cosa vorremmo ottenere come Comune, visto che siamo soltanto un soggetto attuatore del progetto, che fa capo alla Regione. Formigoni si è detto disponibile a venirci incontro in modo indiretto, anticipando questi soldi nell’ambito del finanziamento dell’opera, ma abbiamo l’esigenza di avere un riscontro oggettivo. Seppure in termini generali, comunque, abbiamo già informato delle novità il ministero dell’Ambiente e il ministero delle Infrastrutture».
La prossima settimana, il sindaco incontrerà il commissario di Sacaim.
«Non sarebbe corretto anticipare altro – ha concluso Lucini – perché dei rapporti con l’azienda parleremo con i diretti interessati».

Anna Campaniello

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