Cultura e spettacoli

Totaro, geometrie rigorose che indagano i significati dello spazio

Nell’ex chiesa di San Pietro in Atrio a Como
Nel 1966 Edward T. Hall – il fondatore della prossemica, la disciplina che indaga le conseguenze della distanza fisica ed emotiva nei rapporti interpersonali – diede alle stampe il suo testo principale, La dimensione nascosta. Da quel libro, che determinò una svolta importante nella storia delle scienze umane, Mimmo Totaro ha tratto il titolo della sua mostra in corso nella ex chiesa di San Pietro in Atrio a Como, in via Odescalchi(nella foto, “Rigorosa-mente”, libro cucito di Totaro, opera
del 2010).
Le ragioni di questa scelta stanno probabilmente in un’analogia tra il rigore degli studi di Hall e ciò che Luciano Caramel definisce «gli elementi costitutivi della pratica creativa» dell’artista lariano, vale a dire «metodo, sistematicità, calcolo strutturale, metro». Ogni opera di Totaro si basa infatti su di una meticolosa ossatura geometrica, composta da fili tesi tra una fitta teoria di chiodi, perlopiù collocati ai margini del supporto ligneo. In alcuni punti tuttavia la linea perpendicolare disegnata dai fili viene interrotta, deviata, curvata sino a tracciare forme ovoidali più o meno estese, ma quasi sempre intersecate tra loro, dall’evidente lirismo. Queste immagini, che si inseriscono a loro modo nella tradizione della pittura astratta italiana, nascono anche dall’accorciarsi delle distanze fra i tiranti, che si inarcano e compattano creando traiettorie rimarcate, parabole che si impongono allo sguardo per la loro densità espressiva. Nei 20 lavori esposti fino al 7 giugno in San Pietro in Atrio – e in Wanda, la scultura che viene presentata in contemporanea nel parco di Villa Carlotta a Tremezzo – è come se Totaro sperimentasse le conseguenze estetiche degli intervalli più o meno ampi tra le linee, in una sorta di prossemica delle forme che indaghi il significato dello spazio. Con la consapevolezza però che l’intimità tra un’opera d’arte e il suo spettatore, anche se dipende dal saper modulare le distanze, è una dimensione nascosta che è bene rimanga tale.
La mostra “La dimensione nascosta” è aperta con i seguenti orari: martedì-venerdì 14-19; sabato-domenica 11-19. Ingresso libero. Mimmo Totaro, nato a Como nel 1948, ha frequentato il Politecnico di Milano collaborando per molti anni con studi di architettura.
Nello studio di Como, in via Pannilani 23, edificio artigianale recentemente ristrutturato su suo progetto, svolge attività inerenti l’architettura, l’arredamento, la grafica e la scultura. Nel 1971 ha tenuto la sua prima mostra personale alla “Galleria Il Salottino” di Como presentata dal grafico elvetico di fama mondiale Max Huber.
Lavora nel campo della grafica (disegni a china, acqueforti e serigrafie), della pittura (pannelli con chiodi, fili e corde) e della scultura (legno, rame, ferro, corde e specchi).
Dal 1991 inoltre l’artista lariano coordina l’intero progetto espositivo della mostra Miniartextil, sia a Como che nelle altre sedi di Parigi e Venezia, in cui viene ospitata la manifestazione. Come giurato, infine, ha partecipato nel 2011 alla VI Biennale internazionale di Arte Tessile Contemporanea a Xalapa, in Messico.

Roberto Borghi

20 maggio 2012

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