Totosindaco, parla la Lega: per Locatelli e Molteni la prima scelta è Landriscina

Mario Landriscina

Candidato sindaco di Como, nessun “totonomi” per i due “big” della Lega, ovvero Alessandra Locatelli, attuale assessore regionale alla Famiglia, già ministro del primo governo Conte, parlamentare e assessore a Como, e Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno nel governo Draghi come già nel Conte 1 e parlamentare di lungo corso. L’unico candidato resta Mario Landriscina. Il partito di Salvini, insomma, avrebbe già deciso per il bis del sindaco attuale. L’unico a non essere ancora convinto, almeno sulla carta, sarebbe proprio il medico, ex numero uno del 118 di Como, che anche l’altro giorno su queste colonne ha spiegato di non aver sciolto ancora le riserve di una corsa per il secondo mandato.

«Le difficoltà mi sembrano tutte a sinistra con il totonomi – dice il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni – Il centrodestra ha un sindaco che è Mario Landriscina. Un primo cittadino che sta lavorando con la sua squadra per completare l’impegno di governo».
Molteni non sembra considerare l’ipotesi di un diverso candidato ed è certo che lo schieramento di maggioranza a sostegno della prossima giunta sarà ancora il centrodestra unito. Da quasi trent’anni, il capoluogo, che non ha mai espresso un sindaco leghista, ha sempre vinto quando il centrodestra si è presentato compatto. Due mandati di Alberto Botta, altrettanti di Stefano Bruni e uno di Mario Landriscina, dopo un’unica parentesi del centrosinistra, con la giunta di Mario Lucini.

«Il centrodestra unito non potrà che lavorare su un programma comune e condiviso per le amministrative del 2022. Poi assieme si deciderà», conclude Nicola Molteni.
Un limpido endorsement per Mario Landriscina arriva anche da Alessandra Locatelli. L’attuale assessore regionale veniva indicata qualche anno fa come possibile primo sindaco donna della storia di Como. Dopo un anno da assessore in città, l’elezione in Parlamento, pochi mesi da ministro nel 2019, alla fine del primo governo Conte, e da quest’anno la giunta regionale. Difficile pensare per lei un possibile ritorno nella mischia per le prossime amministrative.

«La città di Como è complessa e richiede esperienza e determinazione nelle scelte, per questo ritengo che il nostro capoluogo abbia bisogno di continuità e stabilità», commenta Alessandra Locatelli, che sorride quando le si chiede perché non sia lei la candidata a primo cittadino.
«Il sindaco Mario Landriscina ha sempre lavorato per i cittadini comaschi, è l’espressione del centrodestra unito e l’abbiamo sempre sostenuto – evidenzia l’assessore regionale alla Famiglia – immagino che presto sapremo quali saranno le sue intenzioni per il futuro».
Qualche scenario diverso dalla candidatura di Landriscina si potrebbe aprire soltanto nel caso di un rifiuto del medico.

«Il mio impegno più grande sarà quello di evitare che Como ripiombi nel degrado di una amministrazione di sinistra», taglia corto Alessandra Locatelli, in perfetto stile “salviniano”. Ma gli alleati del centrodestra? Fratelli d’Italia e Forza Italia, che sembravano aperti ad appoggiare il “civico” Paolo De Santis pure insieme con il Pd, non è detto che la pensino come la Lega. Il recentissimo cambio di casacca di un big come Alessandro Fermi, dall’azzurro forzista al verde leghista, non ha certo rasserenato gli animi all’interno della coalizione di centrodestra.

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