Tour ad Asso, il paese del flop “5 Stelle”. «Beppe Grillo per noi non è credibile»

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Dopo il voto
«A livello nazionale solo tanta confusione sulla questione della diaria»

Alle elezioni comunali di domenica e lunedì Asso è rimasta fedele a Giovanni Conti, eletto per la terza volta sindaco con 983 voti (54,67%), e ha voltato le spalle a Beppe Grillo. Alle ultime elezioni politiche, nel febbraio scorso, il Movimento 5 Stelle aveva infatti ottenuto il 17,46% dei consensi, pari a 335 voti per la Camera dei deputati. Lunedì pomeriggio, a urne chiuse, il conto non è tornato: al candidato sindaco dei grillini, Ferdinando Moretti Foggia, è andato solo il 6% dei consensi, corrispondenti ad

appena 108 preferenze.
I voti di scarto tra Conti e il secondo arrivato, Emanuele Zappalà (lista civica “Per Asso viva”), sono quasi 280 su un elettorato che conta più di 2.300 persone. E rispetto alla precedente tornata amministrativa, nel 2008, alle urne non sono arrivati circa 500 elettori che hanno preferito astenersi. Qui ad Asso, dove tutti si conoscono, una delle ragioni che vengono indicate per spiegare l’astensionismo è la frana avvenuta un anno e mezzo fa che, come spiega Luciano Invernizzi, «ha rischiato di isolare la frazione di Scarenno, se non fosse stato per il ponte sul Lambro che rimane l’unico collegamento tra la frazione stessa e il centro di Asso. In quella zona c’è molto malcontento perché i Comuni di Asso e Caslino d’Erba si rimbalzano la responsabilità e nessuno interviene a rimettere in sesto la strada».
Un’altra ragione, come confessa lo studente Denis Munaretto, potrebbe essere «la scarsa motivazione dei giovani ad andare a votare». Gianmario Scatti, nostalgico del vecchio sistema elettorale che prevedeva la scelta libera dei consiglieri, afferma poi che «la gente è stanca di essere presa in giro dai politici di Roma, per questo non va a votare».
A concorrere alla carica di sindaco, come detto, oltre al veterano Conti e a Zappalà, si è presentato per la prima volta Ferdinando Moretti Foggia, professore di matematica e geologia, candidato con il simbolo del Movimento 5 Stelle, che ha ottenuto solo 108 voti, pari al 6%.
Fausto Giacomelli, titolare di un bar nei pressi del municipio, confessa che a lui del candidato grillino non sono piaciute le proposte: «Il simbolo del partito in questo caso non ha influito molto sulla scelta». Di diverso parere un suo cliente, Nunzio Zingale, che si dice «molto contento della sconfitta del Movimento 5 Stelle perché a livello nazionale ha fatto solo tanta confusione sulla questione di ricevere o meno la diaria». Secondo Zingale, il motivo per cui il sindaco Conti è stato riconfermato va ricercato «nell’impegno che ha messo nel costruire qualcosa di buono per il nostro paese».
Anche Angela Santomasi confessa: «Non mi è piaciuto il fatto che il candidato Foggia si sia presentato con il simbolo del movimento, ho preferito comunque il sindaco Conti per le sue proposte».
Annamaria Donati spiega poi così il flop dei grillini: «Posso pensare che il candidato sia una brava persona – afferma – ma se si presenta con il simbolo del Movimento 5 Stelle non è possibile dare credibilità a Beppe Grillo».
In questa cittadina, il fatto di essersi candidati con il simbolo del movimento pentastellato ha inciso molto sulla scelta degli elettori, che dentro la cabina non si sono azzardati a dare la propria fiducia a Moretti Foggia e quindi a Beppe Grillo.
I candidati Zappalà e Moretti Foggia hanno avuto relativamente poco tempo per farsi conoscere, diversamente da Conti, assese d’origine, ma Giuseppe Pedrabissi, pasticcere, ha preferito dare comunque la sua fiducia a chi «conosce già i problemi del paese, senza nulla togliere al professore laureato».
Naturalmente non tutti i cittadini di Asso sono dell’idea che il sindaco riconfermato abbia fatto di tutto per il bene del paese, e indicano le molte serrande abbassate del centro storico che una volta furono negozi, bar, alimentari. Tuttavia, secondo alcuni la colpa non può essere attribuita esclusivamente al sindaco e alla giunta comunale, perché, come ricorda Gianmario Scatti, «a creare questa brutta situazione è stata la crisi unita alle tasse e all’apertura di molti supermercati». Vigendo il patto di stabilità, aggiunge Scatti, «il sindaco non può aiutare tutti e non può spendere più di una determinata cifra».
Per molti, dunque, il sindaco Conti ha fatto cose buone per il paese, altri però non sono soddisfatti del risultato elettorale e hanno paura che Asso muoia del tutto se non si aiutano i piccoli commercianti e gli artigiani.

Giorgia Amarotti

Nella foto:
Il municipio di Asso. Alle elezioni amministrative è risultato vincitore Giovanni Conti, alla guida del paese per la terza volta (Fkd)

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