Tour de France e Albese nel ricordo di Fabio Casartelli

Fabio Casartelli Barcellona 1992 con Mino Bruno

Il ricordo di Fabio Casartelli al Tour de France. Martedì il passaggio della corsa dal Col du Portet d’Aspet, il luogo in cui il corridore di Albese perse la vita il 18 luglio 1995, nella tappa che portava da Saint-Girons a Cauterets.
La gara ha omaggiato lo sfortunato corridore comasco e sono stati molti i tifosi che gli hanno dedicato un tributo e che lo hanno ricordato mentre il gruppo passava davanti al monumento che lo ricorda, l’opera dello scultore Bruno Luzzani.

Nel giorno della scomparsa di Casartelli, lo spagnolo Miguel Indurain vestiva la maglia gialla di leader della corsa. Fabio era in fondo al gruppo. A mezzogiorno, al chilometro 34, mentre pedalava in discesa sui Pirenei a ottanta all’ora, la bicicletta lo aveva improvvisamente catapultato in avanti contro un paracarro. Altri corridori erano caduti, qualcuno era rotolato nella scarpata sottostante. Solo Fabio, però, era finito rovinosamente con la testa contro quel blocco di cemento. Vano ogni soccorso. Inutile la disperata corsa in elicottero verso l’ospedale, a Tarbes, vicino a Lourdes. Due ore dopo l’incidente, il cuore di Fabio – che era senza casco, all’epoca non obbligatorio – aveva cessato di battere: frattura della base cranica e morte cerebrale immediata, diceva lo scarno bollettino medico.
Quando se n’è andato, nel luglio 1995, Fabio aveva soltanto 24 anni, una moglie e un bambino, Marco, di appena due mesi.

La sua fama era dovuta a una medaglia d’oro olimpica, conquistata in sella alla bicicletta, lo sport che aveva scelto fin dall’età di nove anni. Suo, infatti, il titolo del ciclismo su strada ottenuto nel 1992, ai Giochi di Spagna, con la volata vincente a San Sadurnì d’Anoia, vicino a Barcellona. Un arrivo che in molti ricorderanno per l’esultanza dei primi tre, che erano andati in fuga. Alla felicità di Fabio – nella foto durante la ricognizione del percorso – si aggiunse infatti anche quella dell’olandese Erik Dekker e del lettone Dainis Ozols, comunque soddisfatti per aver conquistato una medaglia nella più importante manifestazione sportiva mondiale.

Tra i personaggi che nel tempo hanno dedicato un tributo a Casartelli, il grande Vincenzo Nibali. «Tra le mie coppe ho in evidenza il trofeo dedicato alla memoria di Fabio Casartelli. Lo tengo nei miei ricordi più cari». Nel 2004, gli era infatti stato attribuito il trofeo “Barcellona ’92”, assegnato dal Gruppo Sportivo Albese al miglior atleta Under 23 tesserato per una formazione italiana.

E domenica, proprio nel giorno del 26° anniversario della scomparsa del campione olimpico, con base ad Albese con Cassano e percorso nel Triangolo Lariano, viene organizzata la Mediofondo Fabio Casartelli che passerà – per chi opterà per il percorso lungo – da due salite che hanno fatto la storia del Giro di Lombardia, il Colle del Ghisallo e il Muro di Sormano (comunque facoltativo, chi vorrà potrà utilizzare la strada più “morbida” che porta alla Colma). Sono stati predisposti tre tracciati. Quello “corto” verrà utilizzato anche per la “Pedalata olimpica”, organizzata parallelamente alla “Mediofondo” (alla sua edizione numero 22), a cui sono ammesse biciclette di tutti i tipi, comprese quelle elettriche. L’evento sarà preceduto sabato, a partire dalle 18, da una gara in circuito della categoria “Giovanissimi”.

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