Economia

Toyota acquisisce Ovas. Al via la rivoluzione giapponese

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Il settore è quello della logistica. Wakamatsu: «Il nostro sistema parte dall’uomo»

L’acquisizione della Ovas di Erba da parte di Toyota Material Handling Italia, divisione del grande gruppo giapponese specializzata in logistica, è stata ufficializzata ieri al Grand Hotel di Como alla presenza del guru Yoshihito Wakamatsu. Un evento prestigioso per sottolineare, in questo momento di grande crisi, un investimento importante nel mercato italiano come quello che ha portato all’ingresso di Toyota, con quota di maggioranza, in Ovas, azienda comasca con 70 dipendenti e un fatturato

pari a circa 11 milioni di euro. Un’operazione che chiude con successo altre 4 acquisizioni, avvenute nell’ultimo anno, che hanno visto protagoniste altre organizzazioni analoghe in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.
Tema principe dell’incontro, al quale hanno partecipato oltre 300 persone, è stato il Tps, ovvero il Toyota Production System, sistema alla base del successo della multinazionale giapponese, nota soprattutto per le auto, a cui oggi fanno riferimento ben 17 divisioni. Primo a intervenire è stato Alberto Portioli Staudacher, professore associato di Gestione della produzione industriale al Politecnico di Milano e Como, che in apertura ha portato alcune riflessioni per spiegare cosa voglia dire adottare il Tps per un’azienda, ponendo l’accento sul ruolo delle persone, sul fatto di sapersi mettere in discussione, sull’accettazione da parte di un capo del fatto che i suoi collaboratori possano avere idee migliori delle sue, sul ruolo attivo in azienda e non solo critico. Maurizio Mazzieri, vice ad di Tmhit, ha spiegato come gli investimenti del gruppo giapponese in Italia si siano concentrati sulle aree ad alta densità come, ad esempio quelle di Torino, Bologna, Firenze e, appunto, della Brianza. «Il modello Toyota, la sua tecnica di ottimizzazione del metodo produttivo – ha detto Mazzieri – parte dalle persone».
Seguitissima la lectio magistralis di Wakamatsu, considerato uno dei padri fondatori di un sistema produttivo che tutt’oggi caratterizza anche la produzione dei carrelli in Toyota.
«Il Toyota Production System, espressione diretta di Toyota Way – ha affermato Wakamatsu – è facile da capire ma non così semplice da applicare. Se però pensiamo a un insieme di regole e strumenti, commettiamo un errore. È semplicemente un sistema per l’uomo. Quasi tutte le aziende, per aumentare il profitto, provano a incrementare le vendite. Toyota punta a ridurre il costo del prodotto». Significativa la sua lunga testimonianza di come tutto sia iniziato con il colosso dell’auto e di come la rivoluzione sia stata avviata partendo dal passaggio dalla produzione a stock a quella su ordine. Un processo adottato anche alla Cesab di Bologna, come ha spiegato Ambrogio Bollini, supply senior vice president di Toyota Material Handling Europe, che governa i 5 stabilimenti europei del gruppo, di cui 2 in Italia, in cui è stato introdotto il Tps. «È un sistema falsamente complicato – ha detto Bollini – Occorrono buonsenso quotidiano, determinazione e intelligenza per applicare dei principi semplici. Sono felice che Ovas, a cui mi lega una antica amicizia, entri a far parte della nostra famiglia».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Yoshihito Wakamatsu
23 Novembre 2013

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