Tra Dante e Beuys il nuovo corso di Salvatore

La "Balena" di Nicola Salvatore nello studio di Piero Manzoni

Estate intensa per il pittore e scultore comasco Nicola Salvatore, già docente a Brera, accademia dove ha animato tra l’altro per molti anni lo spazio eventi e spazio didattico “Trattoria da Salvatore”.
L’artista è celebre per le sue “balene” rappresentate in vari modi e in varie forme, come simbolo della natura minacciata dall’uomo e presenza ancestrale ricca di simbologie.
Due nuove sculture ispirate al tema della cucina con una teoria di mestoli scultorei che dividono e circoscrivono lo spazio come un arcano pentagramma in verticale sono state presentate all’hotel “I Lecci» di San Vincenzo (LI), immerso nella macchia mediterranea, dove andranno ad aggiungersi a un’altra opera di Salvatore che fu presentata già quindici anni fa.
Una lavagna con una balena è stata inviata da Salvatore per la mostra “Per l’eredità di Dante” che andrà in scena tra luglio e agosto a Fortunago nell’Oltrepò pavese, presso il teatro auditorium “Giovanni Azzaretto”. La località è celebre proprio per aver ospitato il poeta Dante Alighieri e l’iniziativa è nel settimo centenario della sua scomparsa. Sempre nell’Oltrepò pavese, ad Arena Po, una scultura di Salvatore diventerà l’etichetta per un vino doc locale. Con una balena inserita in un cerchio metallico, una delle soluzioni più celebri nel catalogo di Salvatore, l’artista comasco poi si appresta ad arricchire la collezione della milanese Siram, azienda con profonde competenze tecnologiche per l’ottimizzazione delle risorse dal punto di vista ambientale.
Intanto è sempre online Lavagne, omaggio di Salvatore al pittore, scultore e performer tedesco Joseph Beuys, un faro per la sua generazione. L’artista comasco, con studi a Como e a Marrakesh, si muove con disinvoltura tra opere tradizionali per linguaggio e tecniche e sperimentazioni, compresa come visto l’arte legata alla gastronomia. Nel centenario della nascita di Beuys, Salvatore interpreta le sue celebri lavagne intitolate “Scritture sacre” e realizzate negli anni Ottanta a Perugia. Salvatore conobbe Beuys negli anni Settanta in occasione di una sua mostra presso la galleria di Lucio Amelio a Napoli, incontro al quale farà seguito una cordiale corrispondenza.

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