«Tra due anni Cantù in una coppa europea». Sodini torna in Brianza e riparte con il botto

Marco Sodini e Roberto Allievi

Parte citando Domenico Modugno e Alessandro Manzoni. Poi un ripasso di storia del basket in Brianza citando, tra gli altri, Pierluigi Marzorati, la famiglia Allievi, Arnaldo Taurisano, Gianni Corsolini e Valerio Banchini. E alla fine è perentorio sulle caratteristiche che dovrà avere la sua squadra: «Determinata, umile, mai doma, aggressiva e sempre ad alta intensità».
L’obiettivo? In caso di ripartenza dalla serie A2: «Vincere sempre, conquistare quest’anno la promozione e nel prossimo l’Europa». Programmino niente male per Marco Sodini, nuovo allenatore della Pallacanestro Cantù, tornato in Brianza dopo tre stagioni in Sicilia, a Capo d’Orlando. Ieri la presentazione ufficiale, con tutti i vertici del club cestistico. capitanati dal presidente Roberto Allievi.

Classe 1973, viareggino, Sodini, pur lavorando in una società strutturata e con uno staff rafforzato ad ogni livello, come un novello Atlante – personaggio mitologico che si caricò sulle spalle l’intera volta celeste – si è già messo sul groppone l’intero universo canturino: la storia, il mix di delusione e irritazione dei tifosi per la retrocessione, le paturnie dei giocatori indecisi sul da farsi e, ovviamente, il lavoro da portare avanti verso il nuovo campionato, qualunque esso sia. Rimane sempre lo stato di attesa (a metà luglio la soluzione definitiva) per conoscere quello che sarà il torneo della S.Bernardo-Cinelandia Park. Sul campo, si sa, la destinazione sarà la A2. La mai nascosta speranza è che ci possa essere un eventuale ripescaggio.

«Cantù sarà in serie A, indipendentemente dal campionato che ci troveremo ad affrontare; dal punto di vista dell’impegno non ci deve essere alcun dubbio» ha spiegato perentoriamente coach Sodini, che ieri è stato, tanto per proseguire con una citazione musicale, un “fiume di parole”. Ma del resto lo ha ammesso lui stesso: «Il mio difetto è che chiacchiero troppo». Va benissimo; sempre meglio delle frasi trite e ritrite che si sentono da sempre prima e dopo le partite.

«Chi arriva deve essere capace di vincere – ha aggiunto – non saremo sotto la mia guida tecnica una squadra che si accontenterà di essere “decente”. Oggi è un punto di partenza, come obiettivo personale e della società, che deve portare potenzialmente a disputare una coppa europea tra due anni».
«Chi indossa la maglia di Cantù deve avere determinazione, la spinta a raggiungere l’impossibile – ha detto ancora Sodini – Abbiamo una storia tutta da scrivere e sentiamo la responsabilità di dover vincere. La rabbia del momento va resettata e va incanalata verso la costruzione di un domani di successi. chi non si rende conto del fatto che Cantù rappresenta il futuro della pallacanestro è un imbecille». Citazione testuale, l’ultima, con un successivo riferimento alle tradizioni brianzole: «Giocare con questa squadra significa che si deve essere pronti, se il caso lo richiede, a buttarsi nel fuoco della Giubiana, non per me, ma per Cantù».

L’occasione è stata propizia per parlare anche della costruzione della nuova rosa, che sarà fatta da un pool composto, oltre che da Sodini, dal direttore tecnico Fabrizio Frates, dal general manager Daniele Della Fiori, con la supervisione di Bruno Arrigoni, da poco entrato nel Cda del club brianzolo.
«Jordan Bayehe è sotto contratto ed è fortissimo per la categoria. Gabriele Procida? Può essere un punto di riferimento e nel suo percorso di crescita può assumersi responsabilità. Noi gli daremo questa possibilità. In ogni caso costruiremo una rosa con giocatori forti per raggiungere il nostro unico obiettivo, vincere tutto e subito». «Sono bello ambizioso questa volta – ha concluso il tecnico – Nella mia precedente esperienza in Brianza (con la gestione Gerasimenko, ndr) eravamo in una situazione d’emergenza, c’era da salvare tutto quello era possibile salvare. Oggi mi approccio a una società completamente diversa, che ha impegnato tutto questo tempo in ricerca, sviluppo e nel cercare di proporsi con una spinta al futuro, che viene sia dal progetto del  palazzetto sia da una pulitura dei danni fatti da altre persone».

Marco Sodini
Marco Sodini, coach della Pallacanestro Cantù (foto Roberto Colombo)

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