Cronaca

Tra il “rana”, il “bilancia” e i bianchini al bar

altLe testimonianze
(m.pv.) C’è il “bilancia”, il “rana”, il “pesatt” e il “figlio del pesatt”. Testimoni che hanno come prima lingua il dialetto, tanto da costringere il presidente al richiamo-invocazione: «Si può parlare in italiano?». Il processo di ieri è stato anche questo. Ma a impressionare più di tutto è stata la quantità di volte che le parole «bar» e «bianchino» sono state utilizzate. In ogni spostamento, da una parte all’altra di questa vicenda, c’è una sosta al bar, una bevuta, un’ubriacatura.

 Personaggi che si chiedono se valga la pena o meno fare un colpo al Bancomat non in quanto reato, ma perché «frutta solo 150mila euro». Solo che questa volta c’è stata una vittima. Uccisa – se la tesi della Procura venisse confermata – per poche centinaia di euro. Tanto che in una intercettazione è uno stesso amico di Sandrini a porsi la domanda: «Ma è possibile lasciarci le penne per questo?». No, non è possibile.

Nella foto:
La pista ciclabile da Domaso a Gera
14 Ott 2014

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