Tra le pagine scritte c’è tutto un mondo che non può scomparire

Parole come pietre di Marco Guggiari
Tra i tanti furti possibili, quello dei libri non è percepito come il più grave, nè oggettivamente lo è. Resta però un reato abietto, perchè priva di un mondo il legittimo proprietario. Ed è peggio ancora quando sottrae questa ricchezza a un ente pubblico e, di conseguenza, a un più ampio gruppo di lettori.
La premessa è fatta per commentare la sparizione, nell’arco di un decennio, di un centinaio di volumi rari dalla Biblioteca comunale di Como. Tra questi, anche un prezioso libro

del ’500, opera di Giordano Bruno, filosofo e scrittore di Nola, messo al rogo come eretico dal Tribunale dell’Inquisizione. E buon per il ladro che, se identificato, non rischia certo sorte analoga.
Ciò non esime dall’applicargli, in versione riveduta e corretta, almeno la sanzione morale contenuta nella frase che proprio Bruno pronunciò all’atto della condanna. Alla lettura del verdetto, il frate nolano replicò infatti ai suoi aguzzini: «Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla».
Così, la decisione con la quale ignoti malintenzionati hanno sottratto, forse per sempre, libri al patrimonio di tutti, dovrebbero farli arrossire e tremare. Almeno di vergogna. Se sono lettori, sanno bene quale ricchezza di emozioni hanno tolto di mezzo; quali opportunità di sapere e conoscere hanno portato via.
Nè vale obiettare che, ormai, tutto si guarda, rapidamente, e poco si legge e medita lentamente. Questa, per i ladri, è solo un’aggravante. È concorso all’andazzo che disabitua alla cultura e impoverisce gli animi. E riduce la fiducia, ma – nonostante tutto – speriamo non l’offerta, di un servizio impagabile dato a tutti i comaschi.

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