Tra paura e speranza al via oggi la movida sotto scorta della fase 2

Emergenza coronavirus Como, polizia locale, controlli, pattuglie e posti di blocco in città

Quattro giorni di paura. E, insieme, di speranza. Paura che i comportamenti di pochi (o tanti) indisciplinati possano mettere di nuovo in ginocchio un territorio colpito in profondità dall’epidemia. Speranza che gli stessi comportamenti non ci siano e che i cittadini si godano l’anticipo d’estate – e il primo weekend lungo della fase 2 – rispettando le regole base: mascherina sul volto e distanziamento sociale.
Le istituzioni sono fiduciose. Nessun provvedimento particolare, ad esempio, è stato preso dal Comune capoluogo, dove pure si teme che la movida possa invadere alcune piazze.
Fiduciose, ma non inermi. Se è vero che sabato, domenica e lunedì torneranno numerose le pattuglie notturne della polizia locale, coordinate con le altre forze dell’ordine.
Elena Negretti, assessore alla Sicurezza di Palazzo Cernezzi, non vuole parlare di «linea dura», perché – dice – «la gente non si educa con le sanzioni». Tuttavia, rammenta che «indossare la mascherina è un obbligo, così come evitare ogni assembramento. Sono regole che faremo rispettare». Il tono è deciso. Gli agenti di viale Innocenzo sono stati invitati a usare le buone maniere prima di tirare fuori il blocchetto delle multe.
«La strafottenza, anche di pochi, non sarà consentita – dice ancora Negretti – e sanzioneremo duramente chi getta per terra guanti e mascherine. È un gesto incivile, oltre che potenzialmente molto pericoloso».
Via libera alla “festa”, quindi. Ma in modalità soft. Una movida sotto scorta. Dato che in città – e non solo – e nelle molte zone sensibili della provincia ci saranno, come sempre negli ultimi fine settimana, controlli congiunti serrati di carabinieri, polizia, guardia di finanza.
Controlli ai quali daranno una mano, in modo ovviamente diverso, anche gli esercenti. Baristi e ristoratori sono stati invitati dalla Confcommercio di Como a chiamare le forze dell’ordine se le cose non dovessero andare come previsto.
Il presidente dell’associazione di via Ballarini, Giovanni Ciceri, spiega che a tutti gli associati è stata inviata una «comunicazione per richiamare alla responsabilità nella gestione delle prossime serate. Abbiamo chiesto a tutti gli operatori del settore di collaborare con le forze dell’ordine». Collaborare, in concreto, significa chiamare gli agenti quando fuori dai locali la ressa si fa preoccupante e gli inviti a disperdersi si perdono nel vuoto.
«Non sappiamo quanto tempo andrà avanti questa situazione . aggiunge Ciceri – se non vogliamo che i locali chiudano di nuovo e che l’epidemia ritorni, bisogna rispettare le regole».
Riaprire i bar e i ristoranti, dice ancora Ciceri, «è stato importantissimo. Non possiamo vanificare tutto. La gente è ordinata, sinceramente mi auguro che prevalga il senso di responsabilità». Il presidente di Confcommercio spiega anche il motivo che spinge l’associazione a invocare la collaborazione con le forze dell’ordine. «Noi dobbiamo tutelare gli esercenti, i quali corrono il rischio di subire sanzioni per colpe non loro. Sbagli ed errori sono sempre possibili, nessuno ne è esente. Ma se saremo capaci di creare un clima tranquillo e sereno, potremo superare anche questa fase così drammatica».

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