Tra sigarette e bagni “proibiti” sul lungolago il divieto è optional

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A dispetto dei cartelli, in molti ignorano le regole
Nel Paese dove non basta dire “è vietato”, ma sovente bisogna aggiungere “severamente”, come a rinforzare un concetto sfuggente che in realtà sfuggente non è (o non dovrebbe essere), le ordinarie immagini che provengono dal lungolago di Como non possono stupire più di tanto. Eppure, l’assoluta nonchalance con la quale comaschi e turisti ignorano bellamente il maxi-cartellone con le regole di comportamento posto all’ingresso della passeggiata suscita una certa impressione.
E non tanto

perché vengano infrante chissà quali leggi sacre in quell’area. Quanto, piuttosto, perché in quelle immagini è plasticamente rappresentata la beata voglia di comportarsi come pare, in barba alle norme in vigore.
Per carità, forse si può anche capire l’esuberanza – per così dire – di coloro che dopo anni di lago oscurato, muri, distese brulle di sassi e polvere e staccionate, ora vogliono godere di quell’angolo incantevole e ritrovato anche oltre le pur piccole limitazioni imposte dai gestori. E il ragionamento è ancora più valido, probabilmente, quando si tratta di bambini che, irresistibilmente attratti, non riescono a evitare un gioioso bagno in mezzo alle fontanelle ornamentali della passeggiata. Resta il fatto, però, che – a dispetto delle istantanee catturate dal fotografo e pubblicate a corredo di questo articolo – i divieti sono (o sarebbero) in vigore.
Sarebbe proibito, per esempio, proprio ciò che si descriveva in precedenza, ossia sguazzare – piccini o grandicelli che si sia – tra i getti delle fontane. E sarebbe vietato anche fumare, a dispetto della fotografia in alto al centro che immortala turisti con mozzicone ardente tra le mani. I cartelloni all’imbocco del lungolago sembrerebbero anche indicare in maniera inequivocabile che i luoghi per passeggiare dovrebbero essere il sinuoso sentiero rosso o il più ampio camminamento in grigio e non la vasta (e delicata) area verde tutt’intorno.
In ultimo, uno dei tanti avvisi visibili per tutti i frequentatori dell’area riconquistata indica in maniera chiarissima una norma che forse vale più a tutela della salute che non del pubblico decoro. Si tratta dell’indicazione netta circa il divieto di bere l’acqua delle già citate fontanelle. Il tutto, spiegato anche in inglese, quindi comprensibile pure per i turisti stranieri.
Ora, nessuno nega che vedere i bambini sguazzare tra gli zampilli sia una gioia per loro e una gioia per gli occhi di chi guarda tanta felicità. Così come, in una città dove il verde non brilla per cura e vastità, dover resistere alla tentazione di fare due passi sul prato, e magari fumarsi una sigaretta vista lago, sia complicato oltre che, forse, persino un po’ ingiusto. Ma allora il confine tra divieto e amorevole consiglio sfuma all’orizzonte. E, ovviamente, si perde nel lago.

Nella foto:
Il divieto di fumare sulla passeggiata è esplicito, ma i due uomini nella foto lo ignorano

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