Tradusse Joyce, nessuno lo ricorda. La denuncia: “Linati, autore dimenticato”

Carlo Linati

“70 anni senza Carlo Linati, ma nessuno se ne è accorto”. Inizia così l’appello dell’associazione lariana “Cerere” a ricordare a figura dello scrittore e traduttore comasco. “Perché Como non riesce ancora a cogliere il ruolo chiave che ha la cultura nelle sfide del nostro tempo? E, in particolare, perché sistematicamente dimentica i suoi personaggi illustri?” si chiedono i soci del sodalizio in una lettera aperta. Due soci dell’associazione si fecero promotori di una serata su Linati e i suoi scritti letterari nel dicembre 2017. Ma fu una iniziativa sporadica. “Linati – si legge ancora – è davvero finito nel più triste oblio. L’11 dicembre scorso sono passati 70 anni dalla morte dello scrittore, traduttore e viaggiatore comasco, nato nella città lariana nel 1878 e scomparso a Rebbio nel 1949. Nessun corpo politico, culturale, sociale di Como – inspiegabilmente – ha acceso la memoria di questo “grande”, che coltivò non banali amicizie con altri “grandi” del suo tempo, come Ezra Pound e James Joyce. Di Linati ci restano centinaia di articoli e una quarantina di libri, ricercati tuttora dai bibliofili, molti dei quali ambientati in Lombardia e in Insubria: tutto materiale che si presterebbe a essere raccontato in uno spazio permanente. Non è ancora troppo tardi per celebrare quei comaschi che hanno forgiato la propria vita come un opera d’arte; così come è già tempo di far conoscere ai cittadini, ai turisti e alle scuole chi prima di loro è stato così eccezionale da dare lustro a Como”. L’associazione si dice pronta a varare nuove iniziative su Linati per promuoverne la lettura e la conoscenza.

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