Cronaca, Territorio

Traffico di armi e di uomini, due comaschi arrestati su ordine della Dda di Palermo

Gli arresti legati all'inchiesta della Dda di Palermo sono stati eseguiti dai carabinieri
Gli arresti legati all’inchiesta della Dda di Palermo sono stati eseguiti dai carabinieri

Ci sono anche due comaschi tra le 17 persone arrestate questa mattina all’alba dai carabinieri su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Palermo.

I fermati sono accusati, a vario titolo, di «associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, al traffico di armi da guerra e al riciclaggio di diamanti, oro e denaro contante».

L’organizzazione criminale aveva rapporti con Cosa nostra, a cui vendeva armi, e con il gruppo paramilitare albanese “Nuovo Uck”, legato ad ambienti jihadisti.

Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale diramato dalla stessa Dda, «l’organizzazione gestiva i viaggi dei migranti sulla rotta balcanica. Attraverso l’Italia, decine di persone, grazie alla banda, hanno cercato di raggiungere la Svizzera e il Nord Europa. La struttura criminale, che faceva capo a indagati residenti a Palermo, ha sviluppato la sua operatività anche nelle provincie di Sondrio, Como, Pordenone e Siena, oltre che in Svizzera, Germania, Macedonia e Kosovo».

I due comaschi arrestati sono un 48enne di Gravedona e un 52enne nato a Bellano ma residente a Dongo.

Due le organizzazioni criminali scoperte dagli investigatori: una era governata da alcuni kosovari, residenti sia in Italia sia in Svizzera; l’altra era composta da italiani e macedoni. Il capo dell’associazione di kosovari reclutava i migranti da mandare, attraverso la rotta balcanica, verso il nostro Paese. L’uomo, durante la guerra nei Balcani, faceva parte di un gruppo paramilitare dell’Uck albanese.

Secondo le accuse della Dda, i due comaschi arrestati ieri portavano in auto i profughi in Svizzera proprio su ordine del kosovaro.

Il secondo gruppo criminale, sgominato ieri era gestito direttamente a Palermo e reclutava invece cittadini slavi da far entrare in Italia con falsi contratti di lavoro.
Uno degli arrestati, un pregiudicato, aveva individuato anche una società compiacente in grado di assumere fittiziamente gli stranieri per fare avere loro un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

2 luglio 2018

Info Autore

Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto