Traffico e caos in città, la colpa è anche nostra

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di Giorgio Civati

Con ancora ben presente in mente il caos di traffico della Città dei Balocchi, lo scorso Natale, e di fronte a una giornata – domenica 26 maggio, tappa lariana del Giro d’Italia ciclistico ed elezioni europee – che il sindaco Mario Landriscina già preannuncia come ad alto rischio di caos viabilistico, le riflessioni possono essere varie e differenti. Partendo da decenni di mancate realizzazioni di nuove strade per passare alla conformazione bella ma infelice della convalle, alle accuse di mancata programmazione, scarsa vigilanza, pochezza di progetti e idee.

Tutto giusto. Eppure una riflessione realistica sulla viabilità della città di Como non può tralasciare una considerazione: e cioè che siamo tutti, mediamente, automobilisti sempre più indisciplinati, menefreghisti, indifferenti alle regole e al rispetto delle norme della strada ma anche del buon senso, di un minimo di educazione civica e di rispetto verso il prossimo. Basta guardarsi in giro e il caos balza all’occhio. Prendiamo viale Lecco: furgoni per lo scarico e il carico sulla destra, auto in attesa che si liberi un posteggio sulla sinistra, spesso nemmeno troppo di lato ma quasi in mezzo alla corsia, così da creare “imbuti” su una via importante per lo scorrimento cittadino. Abitudine di anni, anche quando i vigili erano di stanza in Comune, cioè lì vicino, e rarissimamente li abbiamo visti intervenire.

Piazza Sant’Agostino è un altro girone infernale: tra i bus le auto si piazzano come capita, e la stessa cosa succede pochi metri più in là, davanti alla stazione delle Ferrovie Nord all’imbocco di via Manzoni. E la sera, poi, tutto attorno alla fermata degli autobus è posteggio: non ufficiale ma quasi, vietato ma evidentemente consentito o almeno tollerato. E che dire dei frequentatori di bar e tabaccherie? In piazzale Santa Teresa, sulla rotonda, i parcheggi sono vietati ma sempre frequenti, così  come in viale Giulio Cesare. Mica colpa loro, sia chiaro, è il richiamo di un buon caffè o di un pacchetto di sigarette, forse, ma così non si fa. O meglio, non si farebbe. Perché il parcheggio selvaggio in queste zone e un po’ ovunque  è diventato la norma in città.

Un po’ di colpa ce l’ha chi dovrebbe controllare e – pare, visti i risultati – lo fa pochino. Con qualche multa in più impareremmo di sicuro. E, però, non possiamo nemmeno nasconderci che tocca a noi fare di più e meglio. Che lasciare un’auto quasi in mezzo alla strada non è furbizia, è strafottenza e inciviltà. Pur con molte carenze e colpe di questi amministratori e dei predecessori, colpevoli del traffico spesso caotico siamo anche noi. Non tutti, ma molti di noi. Maleducati e incivili senza scusanti.

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