Traffico fuori controllo e assenza di palette

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

A volte ci sembra di immaginare riunioni mirabolanti ed infinite nelle sedi istituzionalmente dedicate, dove vengono partoriti progetti urbanistici faraonici dati in incarico a supercervelli. Discussioni sottilissime ed acutissime su traffico circolare, lineare, dritto, invertito, alternato, a targhe pari, anzi dispari, oppure senza. Insomma, sicuramente ci saranno dei veri geni affaccendati in tutti i modi per migliorare la viabilità nella nostra sacrificata città voltiana. Eh, sì, perché, così non si può più andare avanti.

I due momenti peggiori sono la ripresa delle scuole a settembre e l’imperdibile fase natalizia che tra caccia al regalo ed eventi collettivi sono la peggiore minaccia per i nostri nervi e polmoni. Quindi, chissà che “piani del traffico”, che “progettoni viabilistici” i nostri esperti stanno cucinando per noi.

Poi, come tutti i poveri automobilisti, percorro pochi chilometri e vedo le solite miserrime e scontatissime vicende nostrane. Viale Varese ormai ridotta ad unica corsia per tutti quelli che lasciano l’auto “un minutino” giusto per ritirare le ricette del medico di base in portineria (gesto peraltro professionalmente discutibile oltre che insulto alla privacy). Viale Masia ormai ha 4 linee di parcheggio (e due microcorsie di marcia). Via Milano alta e bassa pari sono: solo parcheggi vietati e furgoni che scaricano merci metà sul marciapiede metà giù. Via Mentana dopo via Giulini: divieto di sosta rispettato forse di notte, ma comunque ad esercizi commerciali chiusi. La stessa dopo via XX Settembre: velocità media sui 100 Km orari (un’auto è entrata in una vetrina, ve ne siete accorti?). Dai, basterebbe un dissuasore. Sempre via Mentana, ma alta: zona di carico e scarico turisti e merci varie h24. Via Ferrari: zone parcheggi rispettate come il divieto dell’uso del telefono in auto. Via Garovaglio: rinominata via guazzabuglio. Via Aldo Moro è ufficialmente diventata a due sensi: non ne è però stata data comunicazione dai media. Senza contare lo sfrecciare di ciclisti in tutte le direzioni di marcia, ma attenzione: non in strade gigantesche, bensì via Petrarca, via Giulini, via Morazzone, via Grossi. Parcheggi selvaggi ovunque: i giorni scorsi un’ambulanza non riusciva a soccorrere un bimbo in via Caniggia.

Ci chiediamo solo che senso abbia inventare nuovi ed altisonanti piani anti-traffico se poi non li si fanno rispettare. C’era un tempo in cui appena si commetteva un’infrazione stradale si alzava una paletta, del vigile intendo.  Esisteva il “ghisa” di quartiere. Ora c’è la “pattuglia”, peraltro disponibilissima e gentilissima quando chiamata, ma può governare le quotidiane, diffuse ed ormai consolidate irregolarità? Facciamo che un giorno, magari due, ricompaiano le famose palette. Non cento, magari dieci, ma sparse bene per la città e vediamo se sarà ancora indispensabile scomodare (e strapagare) i “cervelloni” dei piani viabilistici cittadini.

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