Traffico illecito di rifiuti: in quattro a processo

Tribunale di Como

L’indagine, che era stata denominata «Il Feudo» ed era stata coordinata dalla Dda di Milano, aveva investigato attorno a una serie sospetta di incendi che erano avvenuti in passato in depositi di rifiuti. Gli inquirenti erano poi arrivati a ricostruire il giro di un presunto traffico e smaltimento illecito di rifiuti che avevano in Como uno dei nodi cruciali, attorno al centro della Guzza a Camerlata.
Rifiuti che, dopo lo snodo lariano, venivano smistati in diverse parti del Nord Italia. Per quelle contestazioni ieri si è aperto, nel palazzo di giustizia comasco, il processo a carico di quattro persone (per altri otto si procede separatamente, dopo la richiesta dell’Abbreviato) accusate di aver fatto parte a vario titolo di questo “giro” illecito di rifiuti.
Si tratta di una 44enne di Vertemate con Minoprio, di una 46enne di Lamezia Terme, di un 34enne di Maddaloni (Caserta) e di un 35enne di Bulgarograsso. Nelle contestazioni si fa riferimento ad almeno 6.900 tonnellate di rifiuti smaltiti in modo non corretto e in alcuni casi anche in discariche abusive, senza versare cioè quel milione e 36 mila euro che invece sarebbero stati i costi di un regolare smaltimento.
Il processo si era aperto a Milano lo scorso mese di febbraio, con anche il Comune di Como costituito come parte civile. Accogliendo la richiesta di un autotrasportatore indagato, era stato poi spostato nella nostra provincia per competenza territoriale. Il processo si è incardinato ieri mattina e l’udienza è poi stata rinviata al mese di ottobre.
Secondo la tesi dell’accusa, la mente dell’attività era il figlio di un boss mafioso che non è a processo a Como. La Guzza era invece lo snodo principale del presunto smaltimento illecito di tonnellate di rifiuti.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.