Sicurezza in viale Masia: raccolte 217 firme. La petizione depositata in Comune

Una petizione con in calce 217 firme di cittadini. Ventidue fogli densi di nomi e cognomi che chiedono al Comune di Como di intervenire subito, senza ulteriori e logoranti attese che potrebbero mettere in pericolo la vita delle persone. È stata depositata negli uffici di Palazzo Cernezzi la raccolta di firme per chiedere l’immediato intervento di regolamentazione viabilistica in viale Masia, in pieno centro città. Area che, come è purtroppo noto, nei mesi scorsi ha contato un morto e tre feriti gravi, tutti pedoni travolti mentre erano intenti ad attraversare la strada sulle strisce pedonali. La lettera riporta in calce il nome e il cognome dei primi due firmatari, il magistrato Giuseppe Battarino e Giovanna Pozzi.

Tutti i sottoscrittori della petizione sono residenti o esercenti di viale Masia. Per la precisione sono 160 i residenti e 59 le persone che hanno attività commerciali. In due casi però (che fanno scendere il numero dei sottoscrittori da 219 a 217) si tratta sia di residenti sia di commercianti. La petizione è stata depositata sul tavolo del sindaco di Como, Mario Lucini. «Da tempo abbiamo segnalato all’amministrazione comunale la situazione prodotta dal traffico veicolare nel tratto di viale Masia compreso tra il numero civico 79 (la sede dell’Aci) e il termine della strada in direzione sud», punto in cui sono avvenuti gli incidenti più gravi. «Nessuno però è mai intervenuto», si legge nella petizione.

«La svolta obbligatoria a destra da viale Rosselli» sposta «l’intero flusso veicolare diretto verso il centro città» su viale Masia, con il «passaggio quotidiano di decine di migliaia di veicoli in un tratto costeggiato da una serie continua di edifici ad alta densità abitativa», ma anche «esercizi commerciali e uffici pubblici». Il tutto senza «protezione per i pedoni» e senza «strumenti di ostacolo alla velocità». La morte di un pedone e il ferimento di altri tre fanno infine dire che «non si tratta di problema la cui soluzione sia rinviabile». Da qui la richiesta di intervento immediata «per la tutela della vita», raggiungibile grazie ad una «nuova e diversa regolazione del traffico veicolare».

Articoli correlati